martedì 26 maggio 2015

The power of voice dialogue

Il Voice Dialogue è un sistema di crescita personale assolutamente unico sviluppato da Hal e Sidra Stone, due psicologi americani. Ecco un’intervista dove Hal Stone racconta a cosa serve e come funziona questo metodo.

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giovedì 14 maggio 2015

Conferenza ICF, a tavola con i coach

XIIConferenzaICF
Il mese scorso si è tenuta a Milano la XII Conferenza nazionale di ICF Italia. 
Le parole chiave del convegno sono state: nutrimento, italianità, sostenibilità e sviluppo economico. Concetti collegati all’evento più importate che si è aperto in questi giorni a Milano: l’EXPO.
Sono state due giornate dedicate alla condivisione di idee e spunti di riflessione con “l’obiettivo di arricchire la professione di coach e portare i valori del coaching nelle organizzazioni.” Si è trattato di un momento di incontro al di fuori dei confini della professione, che ha permesso di constatare in quanti modi l’approccio e i principi del coaching possono contaminare, vivificare ed essere lievito nella società, nell’economia, nella scuola.
Anche il format è stato diverso dal solito: un altro modo per aprire nuovi orizzonti e indicare nuove prospettive al coaching che cambia in un mondo che cambia.
Tra i vari speaker partecipanti, Simona Scarpaleggia, Chief Executive Officer di Ikea Switzerland, ha raccontato del progetto di coaching e mentorship promosso dall’azienda svedese che coinvolge 50 leader interni. Questo è un progetto strategico all’interno di Ikea e ha come scopo la sostenibilità e lo sviluppo del lavoro.  L’assessore del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, ha raccontato come è riuscito ad affrontare le problematiche del suo complesso lavoro utilizzando competenze riconducibili al coaching.
Molti dei relatori non erano coach e hanno offerto esempi di come la loro leadership, la consapevolezza e l’approccio sostenibile possono essere impiegati come ricette per nutrire il pianeta.
Ora è tempo di Coaching Week: una settimana, dal 18 al 24 maggio, dedicata alla diffusione della cultura del coaching in tutto il mondo. Numerosi appuntamenti saranno promossi gratuitamente dai coach ICF. Tutte le informazioni sono disponibili su sito di ICF Italia.

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venerdì 8 maggio 2015

L’approccio del coaching al personal brand

Personal brand
In un recente articolo apparso sul blog di ICF, Tana Heminsley (PCC) ha avuto modo di parlare di personal branding e di come migliorarlo usando il “coaching approach”.

Come tutti i coach, è abituata a porsi delle domande: qui ne riassume alcune che possono essere utili nel creare il proprio brand:

1. Chi sono? Quali sono i miei valori? Qual è il mio scopo?
2. Qual è la mi visione del business? Qual è la ragione profonda del mio business oltre al denaro?
3. Come posso allineare il linguaggio del corpo al mio sé autentico?
4. Cosa stai imparando? Che cosa sta andando bene?

Ispirandosi a quest’ultimo punto, Growbp ha ideato un workshop sul personal branding della durata di due giornate dove ogni partecipante apprenderà come operare realmente sul proprio progetto professionale.
Partendo dallo schema del Brief coaching, faremo in modo che ognuno possa lavorare direttamente e concretamente sul proprio progetto professionale.
Il personal branding applicato a un caso concreto: voi stessi
Tutte le informazioni legate al workshop le potete trovare seguendo questo link.

Nota: per chi volesse leggere l’articolo di Tana Heminsley in versione integrale, questo è il link 

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mercoledì 22 aprile 2015

Brief coaching: il coaching rapido

Brief coaching
Growbp in collaborazione con Solutionsurfers presenta in esclusiva per l’Italia la nuova edizione del corso di Brief Coaching Specialty, adatto a coach professionisti.
Solutionsurfers è una scuola leader in Svizzera e fra le top a livello mondiale per quanto riguarda la formazione al coaching orientato alla soluzione.
Si tratta di un nuovo metodo per facilitare il cambiamento che si rivela particolarmente efficace. E’ un metodo che si contraddistingue:
per la rapidità nel raggiungimento dei risultati;
– per essere pratico;
– per essere scientifico.

Il corso aiuta ad apprendere come offrire maggior valore ai propri clienti in minor tempo rispetto ai metodi tradizionali e quindi rendere i propri servizi maggiormente accessibili e vendibili.

Il Coaching Breve Orientato alla Soluzione è basato su un protocollo di conversazione di coaching molto efficace, ben codificato, pragmatico, scientificamente validato che vi permetterà di ottenere con i clienti gli stessi risultati che otterreste utilizzando un modello più tradizionale ma nel giro di due, tre sessioni massimo.


Il corso si terrà a Milano il 7-8-9 Ottobre e sono già aperte le iscrizioni con degli sconti per chi si iscrive prima.

Per maggiori informazioni seguite questo link oppure scrivete a info@growbp.it

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giovedì 2 aprile 2015

La mia prima avventura da coachee e da coach

La mia prima avventura da coachee e da coach
Il primo incontro con il coaching da parte di un coachee e di un coach: come l’esperienza della prima volta è stata vissuta da entrambe le parti.
Un post un po’ lungo che racconta due diversi punti di vista.

….da coachee
Se c’è una delle tante cose che nella mia vita non mi sarei mai aspettata è avvicinarmi al mondo del coaching. Potrebbe essere una delle tante frasi fatte che ruotano intorno al nostro vocabolario quotidiano, alla nostra vita ma nel mio caso corrisponde a verità. E invece, circostanze più o meno fortuite me l’hanno fatto conoscere a livello professionale e anche personale.
Dal mio punto di vista, da neofita, posso solo dare un’idea, un piccolo assaggio che mi ha fatto “diventare per curiosità” per un paio di volte coachee…ovvero colui che viene guidato da un coach affinchè trovi efficacemente le risorse personali e le competenze professionali che già possiede per definire e realizzare i suoi obiettivi. Tutti noi abbiamo degli obiettivi che riusciamo più o meno a realizzare sia personali che professionali. Mi sono trovata in due sessioni, a distanza di una settimana una dall’altra, dove ho tirato fuori delle tematiche, dei problemi, che non riesco spesso a gestire o risolvere.
Cosa ricordo? Emozione, ansia…dubbi…mi dicevo: che dico? Come rispondo? Sarò all’altezza? E invece alle domande del mio “coach”…e al tema che ho portato in quelle sessioni ho trovato principalmente una persona che non era li per giudicare ma per ascoltare con attenzione, cercando una sintonia che potesse essermi d’aiuto.
Cosa mi ha sorpreso? Le poche domande, mirate, fatte con grande arguzia affinchè io potessi trovare le mie risposte e soluzioni. Il mio coach (che non conoscevo, cosa da non sottovalutare) mi ha trasmesso molta tranquillità e mi ha messo subito a mio agio. Devo segnalare per dovere di cronaca che queste due sessioni sono state effettuate in forma anonima, via telefono, e io, non conoscevo e non vedevo il mio coach.
Durante la sessione mi sono sentita, lo ammetto, molto confusa ma allo stesso tempo piena di energia con la voglia di mettere a fuoco e dare più valore a me stessa e alle mie esigenze. Una bella sensazione anche perché mi sono resa conto che per molto tempo avevo dato priorità ad altri e poco a me stessa e al sentirmi bene “professionalmente parlando”.
Come mi sono sentita dopo un’ora di sessione? Stanca, avevo parlato per un’ora cercando di mettere a fuoco un problema, e svuotata. Nei 15 minuti successivi mi sono isolata per raccogliere le idee e analizzare le frasi che il mio coach mi aveva detto. Il mio obiettivo era stato raggiunto: più serena, focalizzata e più risoluta ma consapevole che il “lavoro” da fare è ancora molto lungo.
Le aspettative riguardanti i risultati del coaching sono importanti e vanno chiarite fin dall’inizio.
Il coachee deve comprendere bene in cosa consiste il coaching, in cosa differisce da altre metodologie, cosa permette e non permette di raggiungere e come si svolge per intraprendere consapevolmente il percorso! 

…e da coach….
Allora…dunque…com’era? L’ascolto attivo…sii concentrata sulla sua voce…sulle pause…uhmmm…si…poi le domande ti vengono…ah si le domande certo…progettare azioni…pianificare e stabilire obiettivi…e poi gestire i progressi e le responsabilità…
Il semaforo davanti a me scatta sul verde, riparto mentre mentalmente ripercorro tutte le 11 competenze di un coach secondo ICF. 
Quando entro in casa la gatta mi viene incontro allegramente, la saluto con un gesto veloce e accendo velocemente il pc.
Mi guardo intorno. Forse il tavolo del salotto è più comodo, da questa posizione mi si vedrebbe meglio in webcam…già…la cam…devo ricordarmi di guardare bene il coachee, di capire come sta anche dall’espressione…ma com’era quella domanda che mi aveva fatto la collega al corso?! …sposto il pc, collego tutto, la gatta chiede attenzioni . Sposto pure lei.
Sono le 17.40, mancano ancora 20 minuti.
Il collegamento c’è, la luce va bene, forse accendo anche la lampada in fondo così illumina meglio.
Respiro, cerco di sciogliere la tensione… come se fosse facile.
Un unico, martellante pensiero fastidioso: e se non mi viene la domanda giusta al momento giusto?! Seguito da un secondo ancor più fastidioso pensiero: e se faccio la domanda sbagliata e combino un casino?!
Respiro. Cammino per casa su e giù.
17.45.
La micia prova a giocare, la ignoro.
Fai scorrere, senza pensare, ascolta e basta, lascia semplicemente che il tuo coachee ti parli. Le domande ti verranno.
Si…vabbè…e tutta la fatica che ho fatto durante il corso?! Dove la metti?!
Respiro. Cammino. Scanso la gatta. Respiro ancora.
17.55.
Ok…mancano solo 5 minuti. C’è poco da fare. Collegati e aspetta serenamente. Vedrai, andrà tutto bene…forse!
Un ultimo respiro. Sorrido. Mi giro per tornare al pc.
La gatta è sul tavolo, allungata verso la libreria porta cd.
Mi guarda.
La guarda.
Fa per saltarci sopra ma perde l’appoggio.
In un secondo libreria e cd sono sul tavolo, sul pc, per terra.
Non respiro più.
17.58.
Un coach rimane concentrato qualsiasi cosa accada.
Mi esce un rantolo.
Rimetto in piedi la libreria e i pochi cd rimasti mi cadono addosso.
Non ho neanche il tempo di imprecare. Scanso custodie e dischi dal pc, mi collego.
C. è in linea. Mi siedo. Sotto i piedi sento scricchiolare una custodia.
– Ciao C.! Benvenuto! Come stai? – (far sentire a proprio agio il coachee…o non fargli capire l’apocalisse appena accaduta?!)
– Ciao! Bene direi, forse un po’ agitato per questa sessione… – (agitato, lui?!?!)
– Oh tranquillo! Sarà una passeggiata, vedrai!
–  Bè tu sei il Coach, è normale che tu sia più tranquilla di me! Mica devi parlare tu! – sorride, nervoso (davanti a me, sul tavolo e al di là dello schermo del pc, due occhi di gatta mi scrutano curiosi…si si, proprio tranquilla, io! Eh!)
– Vero! Ma a me la responsabilità delle domande…e di sfidarti! – sorrido di rimando, mentre scivolo con un piede su un cd.
18.55
– A dirtela tutta Coach, adesso che ne ho parlato con te, mi rendo conto che il conflitto con R.  è davvero una sciocchezza! E voglio proprio dirglielo, domani mattina! 
– Quando lo farai di preciso?
– Appena arriva…si, penso che lo inviterò per un caffè fuori al bar così possiamo parlare il libertà…si si, mi piace proprio l’idea! – mi risponde entusiasta.
– Bene! Secondo te, hai raggiunto quello che ti eri prefissato ad inizio sessione? O c’è altro che ha bisogno di essere esplorato, sull’argomento? –
– No no va benissimo così! Ci confermiamo la prossima sessione? Così ti racconto i progressi! Io potrei mercoledì prossimo, che ne dici? – il suo viso è luminoso, alleggerito, sorridente.
– Perfetto! Stesso orario? – la gatta si stiracchia sul divano e mi guarda propositiva. La fulmino minacciosa.
– Si, benissimo! Allora ciao! E grazie! Sei stata fantastica!!! –
– Grazie a te C.! A mercoledì! –
Quando chiudo il collegamento, mi accorgo che mi fanno male gli addominali per la tensione. Credo di aver respirato pochissimo, nell’ultima ora.
Intorno a me, un cimitero di custodie e cd.
La gatta mi viene incontro con un prù contento.
Faccio per alzarmi, e sento che si rompe qualcosa sotto i piedi… speriamo sia quel cd di musica indiana che mi hanno regalato, così ho la scusa per buttarlo.
La mia prima volta da coach è stata un’avventura!
Letteralmente.
Ma anche una lezione importante per me. Saper mantenere la concentrazione e l’equilibrio qualsiasi cosa accada, essere presente con il coachee malgrado gli imprevisti è una competenza importante e per nulla scontata. Soprattutto le prime volte, quando tutto è messo in dubbio, quando ci si preoccupa più del fare che dell’essere, perché si è poco allenati.
Poi però, tanta sfida con se stessi è ripagata. A volte da una semplice parola. Quando il mio coachee a conclusione della sessione ha citato “i progressi” da raccontarmi la volta successiva ho capito di essere stata efficace oltre ogni mia aspettativa.
Non ricordo quasi mai le domande che faccio ai coachee, e so che questo è un segnale importante perché significa che sono con la persona, nel flusso della sua narrativa e del suo qui e ora. Però ricordo sempre l’emozione di quei momenti in cui scopre la sua soluzione, in cui per la prima volta intravede una diversa strada da percorrere. E sono momenti così intensi da sorprendermi ogni volta.
Credo che una competenza segreta per un coach debba essere proprio lo stupore: personalmente, fin quando saprò stupirmi gioiosamente dei progressi dei coachee saprò che sto facendo bene il mio lavoro. Il resto? Bè…basta ancorare per bene le librerie porta cd al muro, no?!

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venerdì 27 marzo 2015

Voice Dialogue: un metodo di crescita personale

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Il Voice Dialogue è un metodo utilizzato per la crescita personale (auto-consapevolezza) e per la trasformazione della coscienza. Viene molto utilizzato come importante strumento psicoterapico. Inoltre, il metodo del Voice Dialogue è estremamente utile per migliorare i rapporti interpersonali.
Per gli attori è un ottimo espediente per esaminare e sperimentare i modelli energetici da cui emergono ‘personaggi’ e ruoli.
Il Voice Dialogue aiuta ad entrare in contatto con le nostre “voci interiori”. Queste voci appartengono alle varie parti della nostra personalità che rappresentano noi stessi. Ognuno di questi sé ha il proprio modo di pensare, di sentire, di comportarsi e di interpretare la realtà. Spesso ci identifichiamo con una o più sub-personalità, i nostri cosiddetti “sé primari”, mentre le altre parti di noi rimangono inascoltate. Nel Voice Dialogue i vari sé sono invitati a parlare liberamente, a manifestarsi con tutta la loro energia. Manifestarsi liberamente significa esprimersi senza interferenze da parte dell’Ego, che spesso si identifica con sub-personalità critiche, come le cosiddette figure del “controllore” e del “critico “.
Il Voice Dialogue è un lavoro sull’energia sprigionata dall’individuo. In sostanza, i sé sono modelli energetici che abbiamo sviluppato nel corso della nostra vita e come tali hanno una natura fisica, emozionale, mentale e spirituale. La nostra definizione di coscienza è: coscienza ed esperienza di modelli di energia. Una base importante per la costruzione della personalità è la polarità tra vulnerabilità e potenza. Tra questi due poli viviamo la nostra vita individuale e le nostre relazioni.

La scoperta della nostra vulnerabilità è spesso l’inizio del processo di trasformazione. Il Voice Dialogue è un metodo semplice, ma elegante.
Teoricamente creato da Carl Gustav Jung, è stato favorito dalle tendenze come lo Psicodramma, la Gestalt, l’Analisi Transazionale e la Psicosintesi. Altre influenze possono essere fatte risalire alla filosofia greca e agli insegnamenti di Aurobindo e Gurdjieff.
Con il Voice Dialogue si può andare in profondità e rimanere in superficie, a seconda di come lo si utilizza. È l’esplorazione del nostro spazio interiore, in cui cielo e terra hanno il loro posto. L’obiettivo finale della formazione è quello di arrivare a conoscere noi stessi in tutte le dimensioni, acquisire maggiori possibilità di scelta da un Ego sempre più consapevole. Come risultato, conseguentemente allo spostamento dei modelli di energia corrisponde un cambiamento nel livello della coscienza. Questo nuovo punto di vista cambia noi stessi, migliora le nostre possibilità nelle relazioni ed il nostro modo di vederci nel mondo.

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giovedì 19 marzo 2015

Il destino e il caso

Il destino è la strada che vogliamo raggiungere. Il caso non esiste.
Devi solamente credere.

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venerdì 6 marzo 2015

XII Conferenza ICF Italia

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E’ arrivato il momento di sperimentare il gusto del coaching più genuino: alla Conferenza ICF potrai vedere il coaching nelle sue applicazioni effettive, scoprirne gli ingredienti, capire qual è il lievito vitale, il valore aggiunto necessario al nostro mondo che cambia.
Come nasce tutto ciò? Quest’anno l’Italia e in particolare Milano ospiterà un evento di rilevanza internazionale: l’EXPO.
Il tema scelto sarà “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”.
In occasione della XII Conferenza ICF Italia che si terrà i prossimi 9 e 10 Aprile a Milano, è stato scelto un tema che si collega a quello dell’EXPO.
La parole chiave della conferenza saranno ‘Nutrimento’, ‘Italianità’, ‘Sostenibilità’, ‘Sviluppo Ecologico’.
Il titolo è: “Il coaching cibo per la mente: a tavola con i coach ICF”, e il sottotitolo “Creiamo nuove ricette e sapori per la crescita sostenibile, con chi opera nelle imprese, nelle istituzioni e nella scuola”.
Come saranno create queste ricette? Usando il coaching come processo metodologico nella creazione di nuovi sapori per la crescita sostenibile del paese.
Saranno sul palco persone autorevoli che sono punti di riferimento e di eccellenza nel mondo delle imprese, delle istituzioni e della scuola.
Ogni ospite converserà con un Master Certified Coach (MCC) italiano e rivelerà i propri “ingredienti” e le proprie “ricette” per una crescita sostenibile.

Le due giornate di conferenza potranno arricchire e stimolare tutti coloro che parteciperanno, fornendo strumenti utili per contribuire al cambiamento e per migliorare il benessere collettivo e ogni situazione quotidiana.

La Conferenza si svolgerà presso la sede di Assolombarda Via Pantano, 9 – Milano.
Per maggiori informazioni sul programma potete cliccare su questo link
Cliccate qui per iscrivervi all’evento. 

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martedì 3 marzo 2015

Raggiungere la “peak performance”

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Quello di “performance” è un concetto assai famigliare a qualunque manager, anzi a qualunque persona che lavori in azienda e si confronti quotidianamente con obiettivi da raggiungere e strumenti di misurazione del lavoro fatto e da fare.
Altrettanto comune è la ricerca del modo migliore di essere “performanti”, cioè di saper svolgere (e far svolgere) tutte le attività in modo efficace ed efficiente oltre che costante nel tempo. Insomma: una prestazione sempre al massimo. E’ davvero possibile?
Naturalmente i miracoli non li fa nessuno, però il coach può accompagnarti alla scoperta di quelle piccole e grandi azioni che ti permettono di valorizzare e ottimizzare le tue risorse, quelle note e quelle meno note – e pure quelle che non pensavi di avere: la consapevolezza delle tue fonti personali di energia, i modi in cui la usi ma soprattutto quelli in cui la sprechi senza accorgertene, la capacità di ottenere l’aiuto giusto al momento giusto dai colleghi o dai collaboratori o dai membri del team, le strategie per essere sempre focalizzato sul compito più importante in quel momento.
Da un lato si lavora su se stessi, sulla propria percezione e autocoscienza, in una parola: sul proprio essere. Dall’altro si tratta di organizzare il proprio fare intorno a priorità e scadenze da fissare con lucidità in base a importanza e urgenza dei diversi obiettivi, e poi dare corso ai conseguenti piani operativi.
La gestione efficace del tempo e dell’energia crea le condizioni giuste per poi essere in grado di sviluppare una performance di alto livello anche sul piano cognitivo, razionale, comportamentale.
Arrivare ad una tale gestione efficace è una faccenda estremamente personale, poiché ciascuno è un individuo unico, con le proprie caratteristiche, le proprie esigenze, le proprie sensibilità, i propri obiettivi personali: è per questo che il coaching, in quanto accompagnamento individuale altamente personalizzato, può rivelarsi un aiuto decisivo nel mettere in pratica tutto ciò al meglio.

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