Condividere per collaborare

Sino a qualche tempo fa il potere era dato dall’informazione. Oggi ciò che più conta, perché è richiesto dal mercato, è la condivisione delle informazioni, delle competenze e delle conoscenze; è la mutua partecipazione, sempre nel rispetto dei ruoli e funzioni, ai progetti.

Se ci soffermiamo ad osservare ciò che a noi necessita per sentirci parte di un gruppo, è possibile che emergano fattori quali la conoscenza del gruppo, il conoscere (ovvero consapevolezza) le finalità del gruppo, il comprendere come possiamo partecipare (ovvero responsabilità) alla crescita del gruppo, ma fondamentalmente ciò che ci serve è riconoscerci nella finalità e nelle modalità comportamentali del gruppo.

La medesima cosa accade in un’azienda; ogni persona è naturalmente collaborativa se si identifica in ciò che fa.

Ogni persona è assolutamente non collaborativa se si sente semplicemente utilizzata senza essere considerata.

Ecco che interviene la relazione, lo scambio di informazioni, la condivisione del modo e di come effettuare un’azione, il trasferimento della conoscenza in una dimensione più ampia magari dell’intero processo per cui è importante il contributo del singolo.

Oggi non basta più il dire “fai questo e basta”.
Oggi occorre condividere il perché a cosa serve e il come farlo, in modo che le persone si possano sentire corresponsabili e protagoniste.

Allora si che si sentono parte integrante, appartenenti e si identificano con l’azienda.

Che cosa ne pensate?

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