Velocità Resilienza Sostenibilità Produttività: La sfida nella gestione della complessità

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Nella newsletter di Maggio abbiamo parlato di Velocità Resilienza Sostenibilità Produttività: La sfida nella gestione della complessità.
 
E’ indubbio che oggi le aziende si trovano a dover gestire situazioni complesse.
La complessità accade perché le competenze acquisite dai manager, le esperienze vissute non sono (sempre) più bastevoli per raggiungere gli obiettivi aziendali; anzi i manager si trovano a dover ricercare sul mercato qualcosa che li possa supportare.
 
Perché? Da cosa dipende? La velocizzazione dei processi, la necessità di fare numeri in un tempo sempre più breve per rispondere alla concorrenza, l’inserimento di nuove generazioni, la creazione di nuove tecnologie. Tutti aspetti ancora poco conosciuti ai più.
 
Basti pensare allo smart working o all’inserimento dei social.
 
Effetto immediato del panorama attuale è la crescente difficoltà nell’individuare ed applicare soluzioni efficaci, flessibili ed immediate.
La nostra esperienza come professionisti volti allo sviluppo personale e di competenze manageriali e di leadership,  ci permette di conoscere e sperimentare nuovi approcci per rispondere al mercato con immediatezza flessibilità sostenibilità ed efficacia.
 
Vi sottoponiamo un approccio per noi vincente in quanto efficace veloce flessibile.
 
Partiamo da una provocazione: Steve de Shazer, psicoterapista statunitense sulla base della sua continua ricerca di soluzioni che facilitassero il cambiamento, asseriva:
Non c’è nessuna relazione tra problema e soluzione”.
 
 
Agli occhi di chiunque lavori oggi in un’azienda, la frase appare quanto meno sospetta; anni di project management, di analisi causa/effetto, di problem solving, problem setting, di lean production e di six sigma, questa frase suona quanto meno difficile da digerire. D’altra parte i migliori ponti, grattacieli, le migliori auto, treni ad alta velocità ed aerei, in mancanza di una metodologia di individuazione del problema e della sua immediata soluzione non avrebbero mai visto la luce.
Eppure, le medesime metodologie applicate ai “sistemi umani”, e le aziende non sono altro che questo, portano principalmente due ordini di problemi:
  1. una rigorosa analisi del problema di fatto rallenta e riduce la possibilità di fare progressi utili;
  2. mentre un ingegnere che affronta un problema tecnico ha ben chiaro il proprio obiettivo, la maggior parte delle persone quando analizza un problema all’internodi un sistema umano non riesce a definire con chiarezza l’obiettivo.
In definitiva, il risultato è la profusione di un enorme sforzo per produrre un piccolo (e talvolta nessun…) progresso significativo.
 
Nelle organizzazioni il numero dei problemi da affrontare è elevato, così come lo sono le variabili (anche intangibili) che lo compongono.
Il mercato costringe le aziende ad agire repentini cambiamenti che ulteriormente complicano la complessità, rendendo lo sforzo ancora più sovrumano.
 
Ma come possiamo abbandonare la nostra continua attitudine ad analizzare continuamente il problema? Quale dovrebbe essere quindi la soluzione da perseguire?
Ecco che Steve de Shazer ci viene in soccorso, a questo punto illuminandoci il cammino.
“Non c’è nessuna relazione tra problema e soluzione”.
 
La traduzione operativa di questa geniale intuizione è quindi: smettiamola di parlare di problemi, parliamo delle soluzioni! Parliamo di cosa sappiamo già fare, di quello che di buono abbiamo già fatto, concentriamoci sulle possibilità reali.
Identifichiamo con chiarezza quale è la situazione “senza” il problema e proviamo a “collegare” il nostro presente con quella situazione desiderata.
 
Il processo così spiegato sembra quasi banale ma, come spesso accade, quando ci si concentra troppo sul problema, inizia a sfuggire ciò che realmente serve.
 
Eppure si tratta di un processo molto strutturato e solido diretto ad identificare con chiarezza l’obiettivo, definire i punti di forza dai quali partire per costruire la soluzione ed a definire i passi da muovere per raggiungerla.
 
La soluzione generata acquisisce quindi le caratteristiche che abbiamo accennato ad inizio dell’articolo: velocità nell’applicazione, sostenibilità perchè totalmente compatibile con l’ambiente nel quale si sviluppa, resiliente perchè adattabile alle condizioni iniziali,produttività perchè ottimizza i tempi a disposizione.
 
 
Vuoi saperne di più? scrivi ad organizzazione@growbp.it o seguici per vedere quando approfondiremo il tema.
 
 
Claudia Crescenzi, MCC
Managing Director GrowBP
 
Carlo Perfetto,
Senior Consultant e Change Facilitator
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