Tag: apprendimento

lunedì 1 dicembre 2014

Allenare la mente

allenare la mente
Perché parliamo di coaching? Il coach è un allenatore, dunque il coaching è allenamento. Sì, ma di che cosa? L’allenamento fisico, quello che si fa in palestra, serve a sviluppare le potenzialità di ogni singolo muscolo, così che in caso di necessità la persona abbia a disposizione risorse le più ampie possibili. In più, un corpo allenato e sano ci permette in generale una qualità della vita migliore: più attiva, più dinamica, più soddisfacente. Il lavoro mirato in palestra consente lo sviluppo anche, e soprattutto, di quelle parti che siamo soliti utilizzare di meno o per niente: durante ogni esercizio ci concentriamo su uno specifico muscolo e diventiamo consapevoli di quanto esso è in grado di lavorare e di quali potenzialità ancora inespresse possono essere liberate.

Se al corpo e ai muscoli sostituiamo i nostri pensieri, le nostre convinzioni, le abitudini e i comportamenti, otteniamo il campo di azione del coaching. Lavorando con un coach, la persona diventa consapevole dei propri comportamenti abituali, delle risorse ancora inespresse e di quelle reperibili altrove, fa chiarezza sui propri obiettivi e scopre come creare e rafforzare comportamenti nuovi e più efficaci. In un percorso di coaching l’attenzione e gli sforzi sono focalizzati su uno specifico obiettivo, organizzando e attuando le azioni più adatte per raggiungerlo all’interno delle circostanze di vita e di lavoro concrete e contingenti. Il ruolo del coach è quello di facilitare e accompagnare l’evoluzione della persona: la sua presenza facilita l’elaborazione di un metodo di lavoro, aiuta ad ampliare gli orizzonti, fornisce stimoli e supporto per mantenere costante e fruttuoso l’impegno richiesto da un cammino che per il coachee risulta nuovo e sfidante.

In questo senso, allora, il coaching è un allenamento: è un’attività sistematica, facilitata da un professionista esperto del metodo, che irrobustisce i “muscoli” della mente; rende ancora più efficaci i comportamenti esistenti, e – vincendo l’inerzia delle abitudini e delle convinzioni limitanti – allena la persona ad affrontare le situazioni con uno spirito diverso, con un approccio positivo, propositivo, dinamico e consapevole. Alla fine del percorso, come alla fine di un ciclo di allenamento in palestra, la persona si ritrova più forte e salda, pronta ad affrontare le sfide professionali e di vita con maggiori probabilità di successo.

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lunedì 10 novembre 2014

Cose che so fare e non so fare

Esistono le cose che io so fare e le cose che non so fare. Non quelle facili o difficili.
Quando ho ascoltato il breve filmato di Julio Velasco (lo trovate qui sotto), mi sono resa conto che tutto dipende davvero da dove e da come si guarda alle cose. Volendo apportare modifiche ai miei soliti allenamenti in piscina, sono da poco tornata ad un’antica passione: la corsa.
Ora. Quando correvo (in un anno che non cito per pudore), gli allenamenti si facevano con il professore di ginnastica sulla pista rossa delle Terme di Caracalla e tutto era, in fondo, semplice: il coach diceva “corri!” e io correvo. E vincevo. E il divertimento era tutto in questo.
Oggi, per quanto volontà possa mettere, se mi dicessi “Bè…corri no?!” credo che come minimo mi farei solo del male.
I miei primi allenamenti sono stati lunghe camminate. Variazioni di ritmi e terreni, ma solo camminate. Mentre mi riabituavo a sentire il corpo diversamente dal solito, la mente ha cominciato a metter su le trappole.
Camminare è facile, mi dicevo.
In fin dei conti, basta che aumenti il passo…fai le salite modificando il ritmo…arrivi a fare più km in meno tempo, e il gioco è fatto. Perché cara mia (ciliegina finale), non hai più l’età per correre…è troppo difficile!
Ecco. Appunto.
La mina vagante del depotenziamento mentale aveva colpito.
Così ho continuato a camminare ancora per un po’, modificando qui e lì qualcosa.
Eppure…ma è davvero così difficile correre per la me di oggi, mi son chiesta?
In aiuto sono arrivate proprio le parole di Velasco: non esistono cose facili o cose difficili. Esistono persone che sanno fare quelle cose ed altre che non sanno farle ma possono imparare. E io…che non so più come si corre…posso imparare di nuovo a farlo!
Dove volge il vostro sguardo: sulle difficoltà relative o su quanto potete imparare ciò che non sapete fare?

Giada Ales
Personal&Life Coach

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giovedì 5 giugno 2014

Da counselor a coach

Londra

Il counseling ed il coaching condividono l’origine e l’orientamento di base: promuovere e sostenere il processo di auto-realizzazione della persona attraverso l’instaurarsi di un rapporto empatico tra professionista e cliente. 
Come questo processo venga accompagnato assume però delle modalità sostanzialmente differenti che possono confondere, disorientare e mettere in difficoltà il counselor professionista.
Lo scopo di questo per-corso è di accogliere e sostenere il professionista del counseling aiutandolo a potenziare la sua esperienza profonda e radicata, per orientarla efficacemente all’obiettivo e farla arrivare alla professione del coaching.
In questo modo si passa:
– dal “sollevare insieme” (cum solere = counseling) all’allenare (coaching).
– dal disagio alla performance.
– dall’accoglienza pura alla creatività, intraprendenza, imprenditorialità.
– dall’esplorazione delle condizioni al cambiamento allo sviluppo delle potenzialità per il raggiungimento dell’obiettivo.
Un nuovo modo per sviluppare e potenziare le persone!

Il corso si terrà a Milano. Si svilupperà in 10 giornate suddivise in 5 moduli da due giorni ciascuno. Per maggiori informazioni scrivi a info@growbp.it o vai al questo link.

 

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giovedì 13 marzo 2014

Shadow Coaching: ultimi posti

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Lo Shadow Coaching ® è una modalità innovativa di coaching
, che aggiunge ancora più concretezza e precisione: la sua azione, infatti, prende corpo direttamente sul campo. Il coach si prende un po’ di tempo per conoscere il coachee e definire gli obiettivi, poi lo segue materialmente nella sua giornata lavorativa. Lo osserva in silenzio, avendo in mente l’obiettivo concordato, e al momento opportuno interviene per pochi minuti con un feedback mirato. In un momento successivo, sessioni di coaching “tradizionale” potranno integrare e completare il processo.

Lo Shadow Coaching ® è una particolare applicazione avanzata del coaching: la fase di osservazione fornisce la possibilità di andare sotto la superficie delle dinamiche essenziali di ogni situazione. Si tratta di un vero e proprio approccio di apprendimento nel tempo e di uno sviluppo di una consapevolezza di sé. Consente alle persone, non solo a beneficiare della presenza continua di un allenatore ma anche di sviluppare anche il proprio ruolo di auto-osservatore nel lungo periodo. Insegna ai clienti a diventare professionisti riflessivi.
Lo Shadow Coaching ® consente alle persone di realizzare di più di quello che pensano sia possibile e ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni: la sua particolare modalità di intervento, infatti, accelera lo sviluppo della consapevolezza di sé e anticipa l’ottenimento di risultati apprezzabili per il coachee.

Sei un coach professionista e vuoi frequentare il corso?
Clicca qui e contattaci per avere maggiori informazioni sulle nostre offerte early bird.
Ci sono ancora pochi disponibili!

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lunedì 3 marzo 2014

Coaching per manager

E possibile trarre vantaggio dal coaching anche senza essere specializzati e continuando a fare il proprio lavoro?
Si, si tratta di acquisire famigliarità con i principi base del coaching e per applicare alcuni dei segreti del mestiere nei rapporti interpersonali – con capi, colleghi, collaboratori, fornitori, clienti, stakeholders… – in modo da suscitare motivazione, coinvolgimento, responsabilizzazione; saper individuare le peculiarità dei collaboratori, i punti di forza a cui affidarsi e le aree di miglioramento su cui lavorare. Dall’efficacia delle relazioni dipendono la produttività e la qualità delle azioni, dei prodotti, dei servizi, del business.

La scuola Growbp lavora per questo: potenziare l’efficacia relazionale in quanto strumento di sviluppo del business e dell’azienda. E per questo ha elaborato “Professional Coach per Manager”, un corso di dieci giornate, articolato in cinque moduli da due giorni ciascuno, dedicato anche alle persone d’azienda che vogliono acquisire le competenze da coach per integrarle nella propria attività quotidana, lavorativa e personale.
E’ un corso rivolto anche a sviluppatori e reponsabili del personale, nonché a coloro i quali hanno la responsabilità e la possibilità di influire sulla cultura aziendale, così da arricchirla con un approccio diffuso orientato al coaching. I principi e gli strumenti del coaching sono efficaci nei più diversi ambiti e con le più variegate applicazioni, possiamo ben dire che da questo corso possono avere beneficio tutti coloro che intendono affrontare un percorso di consapevolezza e di sviluppo personale.

Sono aperte le iscrizioni per la prossima edizione del corso Professional Coach per Manager.
Ascolta una testimonianza di uno dei partecipanti.

Per maggiori informazioni scrivete a info@growbp.it

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giovedì 20 febbraio 2014

Sei regole per semplificare il lavoro

Yves Morieux del Boston Consulting Group effettua ricerche su come le aziende possono adattarsi ad un business moderno e complesso. In questo energico discorso al Ted spiega perché le persone si sentono poco impegnate nel loro lavoro: le aziende sono sempre più complesse e i pilastri della gestione sono obsoleti. Secondo Morieux spetta ai singoli dipendenti navigare nel labirinto delle interdipendenze. Ci offre sei modalità di “intelligente semplicità”.

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martedì 19 novembre 2013

Disobbedienza

Un video particolarmente intenso, autentico e potentissimo per riprenderci il nostro potere come esseri umani.
 
Imperdibile!
 
 

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venerdì 20 settembre 2013

Le persone come riferimento

 
La capacità di gestire i rapporti con e tra le persone è da sempre una parte importante del bagaglio di ogni buon manager, ma ora c’è una novità: le abilità relazionali sono diventate una leva strategica irrinunciabile per la vita dell’azienda e lo sviluppo del business. 
La scuola Growbp lavora per questo: potenziare l’efficacia relazionale in quanto strumento di sviluppo del business e dell’azienda. 
Le strutture e i punti di riferimento consolidati sono venuti meno, le strategie evaporano rapidamente, i modelli di business nascono già vecchi, le procedure non reggono il flusso della realtà…Che cosa rimane all’azienda? Se tutto ciò che era noto e pre-costituito non ha più valore, su che cosa si può contare?
Non resta che affidarsi alle persone: alla loro proattività e motivazione, alla loro capacità di affrontare gli eventi quotidiani con prontezza, responsabilità e lealtà verso l’azienda e verso i colleghi. È compito del manager far sì che tutto ciò accada. Giacché si sta tutti sulla stessa barca, e solo se nella barca c’è armonia e unità di intenti si può sperare di tenere la rotta.
Ecco perché lo sviluppo del manager è condizione essenziale per lo sviluppo dell’azienda.
Sono aperte le iscrizioni per la prossima edizione del corso Professional Coach per Manager.
 
Cliccando qui potete visualizzare il programma del corso.
 
Ecco le date:
 
MILANO: OTTOBRE 2013 – FEBBRAIO 2014
 
  • OTTOBRE 2013: 17/18
  • NOVEMBRE 2013: 13/14
  • DICEMBRE 2013: 5/6
  • GENNAIO 2014: 16/17
  • FEBBRAIO 2014: 13/14 

ROMA
: NOVEMBRE 2013 – MARZO 2014
  • NOVEMBRE 2013: 5/6
  • DICEMBRE 2013: 10/11
  • GENNAIO 2014: 21/22
  • FEBBRAIO 2014: 18/19
  • MARZO 2014: 18/19

Il corso avrà un numero minimo di partecipanti di 8 persone e non eccederà 12 partecipanti.
Per iscriversi basta inviare una mail a organizzazione@growbp.it alla quale risponderemo inviando la scheda di iscrizione e le modalità di pagamento.
Per ogni ulteriore informazione al riguardo guarda la pagina dedicata del sito.

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mercoledì 12 giugno 2013

Personal Brand

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“Qualsiasi sia la mia estrazione sociale o età, io sono di fatto il presidente, l’amministratore delegato e il responsabile marketing dell’azienda chiamata Io Spa. La mia reputazione e la mia credibilità dipendono da quanto efficacemente riesco a comunicare la mia competenza e a distinguermi dagli altri, determinando così la qualità del mio lavoro futuro.” Tom Peters, già nel 1997 nel libro “The Brand Called You” aveva un’idea chiara di come ognuno di noi possa essere paragonato a un brand.

Stiamo attraversando un periodo in cui il mondo del lavoro è in profonda e continua trasformazione e ognuno di noi deve affrontare repentini cambiamenti che risultano molto impegnativi anche dal punto di vista dell’utilizzo delle nuove tecnologie.

Secondo un’indagine condotta dall’associazione dei direttori delle risorse umane, il 71% delle aziende italiane sfrutta Internet per acquisire informazioni sui candidati. La capacità e la reputazione di una persona passa anche attraverso quello che i media dicono di lei. Definire un piano di marketing personale, sapendo utilizzare al meglio gli strumenti del web 2.0, permette di promuovere la propria attività entrando in contatto con i propri potenziali clienti utilizzando le nuove tecnologie.

Il corso di Growbp sul personal brand è dedicato a chi vuole comprendere come applicare a se stesso gli strumenti di marketing e comunicazione per costruire un’immagine personale forte e riconosciuta.

Il corso si terrà a Milano il 21 e 22 Novembre.

Per ulteriori informazioni potete visitare il nostro sito o scriverci a organizzazione@growbp.it

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