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giovedì 17 aprile 2014

La nostra più grande paura

Questo video è tratto dal film “Coach Carter” dove si cita una poesia di Marianne Williamson.
La trovate anche nella nostra pagina di Piccole Gemme. Buona Visione!

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mercoledì 9 aprile 2014

L’abbondanza

Che cosa significa abbondanza?
“È l’elemento principale per produrre ricchezza, benessere, eros, intelligenza e creatività”. In questa breve intervista, Igor Sibaldi, studioso di teologia e storia delle religioni, parla del suo libro “L’abbondanza” definendone bene il concetto (“…è avere tantissimo universo”), in dicotomia palese con quello della ricchezza (“ricchezza da noi è collegato con essere integrati, con avere una posizione di potere, avere un sacco di soldi …”). Come produrre abbondanza, come rivoluzionare la propria vita partendo da un pensiero diverso anche sul lavoro rispetto al fare qualcosa di creativo che piace e appartiene, sono le tracce che Sibaldi ci lascia in questo video… buona visione!

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mercoledì 11 dicembre 2013

Il potere della vulnerabilità

 

Brene Brown studia i rapporti umani, la nostra capacità di immedesimarci, appartenere, amare. In un discorso intenso e divertente, condivide una visione profonda della sua ricerca, visione che l’ha portata ad una ricerca personale di conoscenza di sé stessa e dell’umanità. Un discorso da condividere.

 

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lunedì 8 aprile 2013

Bi-Sogno, un sogno che si realizza due volte

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In questo periodo dove il cambiamento viene vissuto come un passaggio obbligato sentiamo parlare di bisogni: bisogno di sicurezza, bisogno di certezza, bisogno di tranquillità, bisogno di lavorare…Ma il bisogno può essere interpretato anche come:
BI-SOGNO: un sogno che si realizza due volte.

Ebbene su questa scia intendiamo condividere il bi-sogno di Growbp ovvero il nostro sogno o meglio il nostro bi-sogno.
Stiamo diventando una realtà il cui valore principale si identifica con le persone che la formano. Il cambiamento per noi è un momento di evoluzione vitale che ci porta a raggiungere i nostri desideri e successi.
Siamo un’azienda “liquida” che, come l’acqua, si adatta alle esigenze del mercato.
Vogliamo essere in continuo movimento, che tiene conto dei bi-sogni delle persone, dei bi-sogni di nuovi valori, dei bi-sogni comportamentali per raggiungere performance e obiettivi. Visto che uno dei nostri scopi è di supportare le aziende a gestire il cambiamento, come non potremmo essere i primi ad adottare la nostra metodologia? 
Motivo per cui cerchiamo di comunicarvi in tempo reale la nostra adattività!

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mercoledì 13 marzo 2013

Basta crederci!

L’ingrediente segreto per la felicità si trova dentro di te…per rendere una cosa speciale devi solo credere che sia speciale.

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giovedì 7 febbraio 2013

L’arte di saper gestire le emozioni

L’arte della leadership è quella di aiutare le persone a raggiungere e a rimanere nello stato ottimale per le prestazioni, questo significa mantenere le persone nello stato migliore per la loro mente.
Questo stato ottimale è chiamato “flusso”.

Daniel Goleman ci parla di come generare lo stato mentale ottimale per ottenere il massimo rendimento.

Il maggiore esperto mondiale di Intelligenza Emotiva spiega il perché sentirsi bene al lavoro porti a conseguire ottimi risultati e come diffondere le emozioni che promuovono il successo.

Questo il video.

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giovedì 24 gennaio 2013

Successo e consapevolezza

Ci esprimiamo normalmente attraverso i nostri comportamenti, che sono la risultante di pensieri ed emozioni. Ma i nostri pensieri sono anche il frutto delle nostre conoscenze e competenze, ovvero di tutto ciò di cui siamo consapevoli.
Ecco che la consapevolezza diventa la base del nostro fattore di successo.
Ma quali sono le qualità di una persona di successo? Fondamentalmente due: qualità emotive e qualità intellettuali. Le qualità intellettuali sono allenate quotidianamente mentre le qualità emotive si esprimono spesso senza che l’individuo ne sia pienamente consapevole. Ci chiediamo: esiste una modalità che ci consente di esprimere appieno il nostro potenziale?
Quali i principali ostacoli? Il coaching può essere una risposta, una metodologia utile per esprimere potenzialità che tutti noi abbiamo e che, se non ‘allenate’ rischiano di rimanere ‘latenti’!
Leggi l’articolo di Claudia Crescenzi.
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mercoledì 19 dicembre 2012

Lavorare bene insieme

Ogni manager, se vuole ricavare il massimo dalla propria squadra, deve prima approfondire alcune dinamiche che caratterizzano il progressivo sviluppo di un gruppo di lavoro.

Per arrivare allo “stadio della cooperazione” ogni team attraversa due fasi: inclusione e affermazione.
Nella prima fase (inclusione) ogni persona ha il desiderio di essere accettata e teme un eventuale rifiuto. In questa fase l’attenzione dei membri di un team è concentrata maggiormente sulla gestione delle
proprie paure e sul comprendere gli altri individui. Il desiderio è quello di conformarsi al gruppo, dimostrandosi accondiscendenti verso il proprio leader. Il ruolo del leader è fondamentale; se si dimostra aperto e sincero senza nascondere la propria “umanità”, i membri del team faranno altrettanto creando un buon clima di relazioni interpersonali.
Diversamente, se si dimostra chiuso ed intransigente, ogni membro si irrigidirà creando un clima di tensione.
Nella seconda fase (affermazione) ogni persona vuole affermare la propria individualità, cercando di esprimere la propria personalità e di estendere il proprio “territorio”. In questo momento esplode la
competitività che può portare allo sviluppo di performance di alto valore oppure può andare a scapito di alcuni membri del team.
E’ un momento delicato per il leader perchè potrebbe trovarsi a dover gestire sfide lanciate alla sua leadership. E’ importante che il leader accetti di essere sfidato senza perdere il controllo della situazione.
E’ in questa situazione che accade talvolta di vedere leader che si pongono sulla difensiva volendo affermare la propria autorità attraverso il proprio ruolo. E’ in questa situazione che ciascun membro del gruppo saggia la forza del team e del leader riconoscendone o meno l’autorevolezza.
A questo punto si arriva allo “stadio della cooperazione”. Il gruppo riconosce naturalmente il leader e ciascuno riconosce il territorio altrui: il team si caratterizza per un alto grado di cooperazione e per la
presenza di un livello di tensione propositiva che il leader cerca di mantenere con intuizione e tatto.

Pertanto, ottenere una buona performance da un team è complesso tenuto conto:
• della relatività dei gruppi: le squadre si formano e si riformano continuamente;
• del tempo ridotto entro cui ottenere dei risultati: le squadre hanno dei tempi per attraversare le fasi sopra citate;
• della logistica dei membri dei gruppi: i team possono essere composti da membri che risiedono in luoghi diversi.

Come si può ovviare alla crescente complessità delle sfide ?

Il COACHING aiuta le persone a lavorare bene insieme. Può, per esempio, essere di aiuto per comprendere quando le persone hanno necessità di costituirsi in un team.
L’applicazione del Coaching ad un team si basa sugli stessi principi dell’applicazione del coaching ad un singolo individuo: più un team acquisisce CONSAPEVOLEZZA, migliore sarà la sua performance.
All’interno di un team potranno emergere diversi obiettivi, capacità e idee di ciascun membro che verranno resi disponibili nell’interesse del gruppo stesso. Il leader assume il ruolo del coach attraverso un confronto con il gruppo e proponendo il proprio punto di vista.

Il coaching è lo strumento essenziale sia per dirigere che per sviluppare un team, proprio come avviene nello sport. Se non si è dei bravi coach, non si è dei bravi manager.
Cosa ci si sente parte di un team?
Attraverso la volontà di lavorare insieme. Ogni persona svolge un proprio compito: ma sentirsi parte di un team vincente è un’altra cosa.
Ognuno vuole sentirsi un campione, vuole sentirsi importante. Se l’azienda è ‘vincente’, ognuno dirà con orgoglio: “lavoro per la società X, i nostri prodotti/servizi sono apprezzati dalla clientela e invidiati
dalla concorrenza”. Tutto ciò è ben diverso dal dire: “lavoro in …. sono un impiegato”. Come nello sport, non ci si sente vincenti solo per una buona performance individuale: se la squadra perde, anche
quell’individuo è  ‘perdente’. Per essere ‘vincenti’ è determinante anche il rendimento dei compagni. Per questo, soltanto il team che possiede la consapevolezza di essere parte integrante di un gruppo vince le sfide.

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mercoledì 14 novembre 2012

Al ritmo del cambiamento

Come creare nuove risposte in velocità.

Chi sono, dove sono, su che cosa posso contare, di cosa ho bisogno, quali obiettivi ho e quali risorse devo attivare per raggiungerli. Un allenamento valido sia per i singoli che per le organizzazioni.

Dossier sul coaching de “L’impresa”

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