Tag: intuito

giovedì 13 marzo 2014

Shadow Coaching: ultimi posti

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Lo Shadow Coaching ® è una modalità innovativa di coaching
, che aggiunge ancora più concretezza e precisione: la sua azione, infatti, prende corpo direttamente sul campo. Il coach si prende un po’ di tempo per conoscere il coachee e definire gli obiettivi, poi lo segue materialmente nella sua giornata lavorativa. Lo osserva in silenzio, avendo in mente l’obiettivo concordato, e al momento opportuno interviene per pochi minuti con un feedback mirato. In un momento successivo, sessioni di coaching “tradizionale” potranno integrare e completare il processo.

Lo Shadow Coaching ® è una particolare applicazione avanzata del coaching: la fase di osservazione fornisce la possibilità di andare sotto la superficie delle dinamiche essenziali di ogni situazione. Si tratta di un vero e proprio approccio di apprendimento nel tempo e di uno sviluppo di una consapevolezza di sé. Consente alle persone, non solo a beneficiare della presenza continua di un allenatore ma anche di sviluppare anche il proprio ruolo di auto-osservatore nel lungo periodo. Insegna ai clienti a diventare professionisti riflessivi.
Lo Shadow Coaching ® consente alle persone di realizzare di più di quello che pensano sia possibile e ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni: la sua particolare modalità di intervento, infatti, accelera lo sviluppo della consapevolezza di sé e anticipa l’ottenimento di risultati apprezzabili per il coachee.

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giovedì 20 febbraio 2014

Sei regole per semplificare il lavoro

Yves Morieux del Boston Consulting Group effettua ricerche su come le aziende possono adattarsi ad un business moderno e complesso. In questo energico discorso al Ted spiega perché le persone si sentono poco impegnate nel loro lavoro: le aziende sono sempre più complesse e i pilastri della gestione sono obsoleti. Secondo Morieux spetta ai singoli dipendenti navigare nel labirinto delle interdipendenze. Ci offre sei modalità di “intelligente semplicità”.

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mercoledì 11 dicembre 2013

Il potere della vulnerabilità

 

Brene Brown studia i rapporti umani, la nostra capacità di immedesimarci, appartenere, amare. In un discorso intenso e divertente, condivide una visione profonda della sua ricerca, visione che l’ha portata ad una ricerca personale di conoscenza di sé stessa e dell’umanità. Un discorso da condividere.

 

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lunedì 15 aprile 2013

Intelligenza Emotiva

1711299_0 Oggi vorremmo suggervi una libro…

Perché le persone considerate intelligenti nel senso tradizionale del termine non sono sempre quelle con cui lavoriamo più volentieri o con cui facciamo amicizia? Perché i bambini dotati ma provenienti da famiglie divise hanno difficoltà a scuola? Perché un ottimo amministratore delegato può riuscire un pessimo venditore? Perché, sostiene Goleman, psicologo di fama internazionale, l’intelligenza non è tutto. A caratterizzare il nostro comportamento e la nostra personalità è una miscela in cui il quoziente intellettivo si fonde con virtù quali l’autocontrollo, l’empatia e l’attenzione agli altri: in breve, l’intelligenza emotiva.

Il libro Intelligenza Emotiva (che ha venduto oltre 5 milioni di copie ed è stato tradotto in oltre 40 lingue) si apre con un’analisi delle attività cerebrali che regolano le emozioni e che filtrano gli stimoli, per poi muoversi a tutto campo sull’educazione, sulla gestione dei rapporti, sul superamento dei traumi, sulla necessità di un’alfabetizzazione emotiva.

L’autore spiega in parole semplici i complessi meccanismi della mente, spiegando che cos’è l’intelligenza emotiva e come essa sia alla base della sopravvivenza degli esseri viventi; riporta una ricca documentazione scientifica e filosofica che va a supporto della trattazione della materia.

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lunedì 3 dicembre 2012

Comunicare con carisma

La comunicazione verbale e non verbale

Ognuno di noi comunica in modi e maniere diverse; parlando, stando in silenzio, indicando, muovendo gli occhi, portando le mani sul viso o chinando la testa. Le azioni, le reazioni, i comportamenti, le attitudini sviluppano delle relazioni. Uno stesso messaggio o una stessa reazione possono assumere significati diversi se espressi in un certo ambiente o in un altro, in un contesto socio-culturale piuttosto che in un altro.

Ma si è consapevoli di questi processi?
Diversi studi sono stati effettuati tra gli anni 50 e 60 in California da un gruppo di ricercatori per il Mental Research Institute, attraverso i quali sono stati approfonditi vari aspetti della comunicazione a partire dalla capacità di ascolto fino allo studio dei segnali non verbali.
La comunicazione, come studio dei processi che permettono ai “flussi di messaggi” di passare da un individuo all’altro in modo che da una parte ne sia rispettato il contenuto e dall’altra ci sia un contributo al miglioramento della relazione, è diventata una branca della psicologia.
Altri studi si sono soffermati a individuare le caratteristiche peculiari di un buon comunicatore; un’intelligenza vivace, una carriera scolastica brillante, specifiche competenze professionali.
Ma tutto questo non basta. Basti pensare ad una persona che abbia queste caratteristiche ma nel contempo sia arrogante, irascibile, incapace di trattare con le altre persone e di gestire le proprie
emozioni.

E allora cosa serve?
Daniel Goleman parlava di Intelligenza Emotiva come un modo particolarmente efficace di trattare se stessi e gli altri. In sostanza, si trattava della capacità di motivare se stessi e di continuare a perseguire
un obiettivo nonostante le frustrazioni; la capacità di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione; la capacità di modulare i propri stati di animo evitando che la sofferenza ci faccia perdere la lucidità mentale; la capacità di essere empatici.

Tutto ciò si racchiudere in due macro competenze:
• competenza personale, legata al controllo di se stessi;
• competenza sociale, legata alla gestione della relazione con gli altri.

Alla base della competenza personale c’è la consapevolezza; alla base di quella sociale c’è l’empatia e le abilità nella relazioni interpersonali. Una particolare attenzione merita l’empatia: essere empatici significa far risuonare dentro di sé i sentimenti degli altri come se fossero i propri e senza dimenticare i propri. È l’accettazione incondizionata degli stati di animo così come vengono offerti nella relazione.
Nell’essere empatici, accanto alla condivisione dei sentimenti, c’è anche la valorizzazione degli altri, che si manifesta nel credere nelle persone, nel mettere in risalto e potenziare le loro abilità, nel sostenere
la loro autonomia, nel rispettare le loro diversità individuali, etniche e ideologiche, nell’utilizzare le differenze come opportunità al di là di ogni pregiudizio.
Non esiste  in sintesi solo un’intelligenza di tipo Cognitivo ma anche un’altra di tipo Emotivo – Relazionale, che ci consente di capire meglio noi stessi e di interagire in modo più efficace con gli altri.
Si parla in questo caso di capacità di ascolto, ovvero l’Ascolto Attivo o meglio ancora l’Ascolto Attivo Empatico. Ci si mette in condizione di “ascolto efficace” provando a mettersi nei panni dell’altro
condividendo le sensazioni che manifesta.
Da tutto ciò è escluso il giudizio, ma anche il consiglio. Lo sforzo è spostare l’interesse dal perché l’altro dice al come lo dice. Saper ben ascoltare può portare ad aprire la mente a nuove idee, a nuove soluzioni, ad arricchimento della persona. E’ un’abilità che può essere utile anche per la crescita professionale.
Questa capacità contribuisce ad essere dei bravi genitori, dei bravi manager, degli ottimi compagni, dei fantastici coach.
Imparare ad ascoltare vuol dire imparare a comunicare.
Ascoltando dunque le proprie emozioni, si comunica con se stessi; capendo se stessi si capisce gli altri; si comunica con una lunghezza d’onda diversa da quella tipicamente razionale.

Il carisma è un’espressione dell’ essere umano; non può essere insegnata perché ciascun individuo ha il suo modo di esprimerlo ha il suo linguaggio.
Il carisma è espressione della propria ricchezza interiore.
Il COACHING supporta l’individuo nello sviluppo dell’utilizzo del proprio carisma, del proprio potenziale. Con l’ascolto attivo empatico raggiunge qualsiasi individuo voglia esprimere la sua unicità in qualità di essere umano.
Allena le persone ad esprimere al massimo la propria potenzialità; supporta i manager, i genitori, i compagni ad allenare a loro volta altri individui nello sviluppo della propria intelligenza emotiva.

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mercoledì 16 maggio 2012

Le intuizioni al nostro servizio

Vi è mai capitato di effettuare la scelta migliore seguendo un’intuizione che non vi sapevate spiegare da dove proveniva?
Le nostre intuizioni provengono in gran parte dal livello inconscio dove avviene gran parte della nostra attività mentale. Le intuizioni sono frutto di conoscenze accumulate a nostra insaputa nel corso degli anni.

Noi, infatti, non possiamo ricordare a livello conscio tutte le informazioni che provengono dall’interazione con l’ambiente esterno, molte di esse restano immagazzinate nel nostro cervello. L’uomo è un insieme di mente (la nostra razionalità), cuore (affetti ed emozioni) e la pancia denominata anche sesto senso o intuizione.

Della nostra intuizione, a differenza di quanto accade con la mente ed il cuore, si conosce ben poco. L’intuito si è evoluto nel cervello umano più di due milioni di anni fa, prima del pensiero razionale.

L’intuito serviva per scampare dalle situazioni di pericolo a cui potevano andare incontro gli uomini vissuti milioni di anni fa. Col tempo, però, questa facoltà non è scomparsa nell’uomo, è stata meno considerata rispetto alla facoltà razionale. Non è un caso se nel gioco degli scacchi, dove la razionalità e la logica sono ritenuti indispensabili, è stato scoperto che il 75% delle mosse vincenti dei campioni sono le prime che sono venute loro in mente.

L’intuizione è frutto di esercizio, è una facoltà che va allenata con l’esperienza. Infatti, il pompiere che intuisce un crollo imminente di un edificio, il chirurgo che è costretto a prendere una decisione importante in pochi secondi utilizzano in una frazione di secondo le informazioni, i dati relativi alle esperienze passate, alle sensazioni vissute e accumulate nella loro mente. La risposta, quindi, diventa automatica.

Tutto ciò non significa che l’intuito debba sostituire il pensiero logico.  
L’intuito è rapido, automatico, associativo, permette di accedere facilmente alle informazioni immagazzinate nella mente.

L’intuito va quindi benissimo nelle situazioni di emergenza, ma è soggetto anche ad errori di valutazione poiché non conosce i dubbi, le esitazioni, la metodologia tipiche del pensiero razionale.
Il punto è saper gestire ed integrare questi due aspetti utilizzandole con efficacia a seconda della situazione che ci troviamo ad affrontare.

Proviamo ad esercitare il nostro intuito e il rapporto tra l’intuito e la facoltà razionale.

Ti sei mai trovato in una situazione dove hai preso una decisione con l’aiuto dell’intuizione?
Come ti sei sentito in quell’occasione?
Ti sei mai pentito per non aver seguito un’intuizione che si sarebbe rivelata vincente?
Ti sei mai trovato a gestire il rapporto tra l’intuito e la razionalità?
Hai mai pensato a quante possibilità possono dischiudersi davanti a te se si promuove la sinergia tra razionalità e intuizioni?
Ti fermi ad ascoltarti?

L’intuito e il suo rapporto con la razionalità può essere potenziato con l’allenamento – il coaching e diventare una importantissima risorsa sia in ambito professionale, sia nella vita privata.

 

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