Tag: potenziale

venerdì 27 marzo 2015

Voice Dialogue: un metodo di crescita personale

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Il Voice Dialogue è un metodo utilizzato per la crescita personale (auto-consapevolezza) e per la trasformazione della coscienza. Viene molto utilizzato come importante strumento psicoterapico. Inoltre, il metodo del Voice Dialogue è estremamente utile per migliorare i rapporti interpersonali.
Per gli attori è un ottimo espediente per esaminare e sperimentare i modelli energetici da cui emergono ‘personaggi’ e ruoli.
Il Voice Dialogue aiuta ad entrare in contatto con le nostre “voci interiori”. Queste voci appartengono alle varie parti della nostra personalità che rappresentano noi stessi. Ognuno di questi sé ha il proprio modo di pensare, di sentire, di comportarsi e di interpretare la realtà. Spesso ci identifichiamo con una o più sub-personalità, i nostri cosiddetti “sé primari”, mentre le altre parti di noi rimangono inascoltate. Nel Voice Dialogue i vari sé sono invitati a parlare liberamente, a manifestarsi con tutta la loro energia. Manifestarsi liberamente significa esprimersi senza interferenze da parte dell’Ego, che spesso si identifica con sub-personalità critiche, come le cosiddette figure del “controllore” e del “critico “.
Il Voice Dialogue è un lavoro sull’energia sprigionata dall’individuo. In sostanza, i sé sono modelli energetici che abbiamo sviluppato nel corso della nostra vita e come tali hanno una natura fisica, emozionale, mentale e spirituale. La nostra definizione di coscienza è: coscienza ed esperienza di modelli di energia. Una base importante per la costruzione della personalità è la polarità tra vulnerabilità e potenza. Tra questi due poli viviamo la nostra vita individuale e le nostre relazioni.

La scoperta della nostra vulnerabilità è spesso l’inizio del processo di trasformazione. Il Voice Dialogue è un metodo semplice, ma elegante.
Teoricamente creato da Carl Gustav Jung, è stato favorito dalle tendenze come lo Psicodramma, la Gestalt, l’Analisi Transazionale e la Psicosintesi. Altre influenze possono essere fatte risalire alla filosofia greca e agli insegnamenti di Aurobindo e Gurdjieff.
Con il Voice Dialogue si può andare in profondità e rimanere in superficie, a seconda di come lo si utilizza. È l’esplorazione del nostro spazio interiore, in cui cielo e terra hanno il loro posto. L’obiettivo finale della formazione è quello di arrivare a conoscere noi stessi in tutte le dimensioni, acquisire maggiori possibilità di scelta da un Ego sempre più consapevole. Come risultato, conseguentemente allo spostamento dei modelli di energia corrisponde un cambiamento nel livello della coscienza. Questo nuovo punto di vista cambia noi stessi, migliora le nostre possibilità nelle relazioni ed il nostro modo di vederci nel mondo.

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lunedì 1 dicembre 2014

Allenare la mente

allenare la mente
Perché parliamo di coaching? Il coach è un allenatore, dunque il coaching è allenamento. Sì, ma di che cosa? L’allenamento fisico, quello che si fa in palestra, serve a sviluppare le potenzialità di ogni singolo muscolo, così che in caso di necessità la persona abbia a disposizione risorse le più ampie possibili. In più, un corpo allenato e sano ci permette in generale una qualità della vita migliore: più attiva, più dinamica, più soddisfacente. Il lavoro mirato in palestra consente lo sviluppo anche, e soprattutto, di quelle parti che siamo soliti utilizzare di meno o per niente: durante ogni esercizio ci concentriamo su uno specifico muscolo e diventiamo consapevoli di quanto esso è in grado di lavorare e di quali potenzialità ancora inespresse possono essere liberate.

Se al corpo e ai muscoli sostituiamo i nostri pensieri, le nostre convinzioni, le abitudini e i comportamenti, otteniamo il campo di azione del coaching. Lavorando con un coach, la persona diventa consapevole dei propri comportamenti abituali, delle risorse ancora inespresse e di quelle reperibili altrove, fa chiarezza sui propri obiettivi e scopre come creare e rafforzare comportamenti nuovi e più efficaci. In un percorso di coaching l’attenzione e gli sforzi sono focalizzati su uno specifico obiettivo, organizzando e attuando le azioni più adatte per raggiungerlo all’interno delle circostanze di vita e di lavoro concrete e contingenti. Il ruolo del coach è quello di facilitare e accompagnare l’evoluzione della persona: la sua presenza facilita l’elaborazione di un metodo di lavoro, aiuta ad ampliare gli orizzonti, fornisce stimoli e supporto per mantenere costante e fruttuoso l’impegno richiesto da un cammino che per il coachee risulta nuovo e sfidante.

In questo senso, allora, il coaching è un allenamento: è un’attività sistematica, facilitata da un professionista esperto del metodo, che irrobustisce i “muscoli” della mente; rende ancora più efficaci i comportamenti esistenti, e – vincendo l’inerzia delle abitudini e delle convinzioni limitanti – allena la persona ad affrontare le situazioni con uno spirito diverso, con un approccio positivo, propositivo, dinamico e consapevole. Alla fine del percorso, come alla fine di un ciclo di allenamento in palestra, la persona si ritrova più forte e salda, pronta ad affrontare le sfide professionali e di vita con maggiori probabilità di successo.

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lunedì 21 luglio 2014

La potenza femminile


Navigando abbiamo trovato questo video sulla potenza femminile.
E’ potente, emozionante, emblematico.
Lo dedichiamo a tutte le donne, perchè ognuna di loro è una forza di vita, perchè ognuna è la Vita.
 
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lunedì 14 luglio 2014

Un caso concreto di Brief Coaching

Brief coachingNel maggio di quest’anno, GrowBP ha iniziato un progetto di Brief Coaching nel call center di una società con sede a Londra.
Il progetto iniziale si prefigurava di accompagnare tre Junior Managers / Team Leaders identificati come individui ad alto potenziale per la promozione futura. Ci sono stati un primo incontro faccia a faccia, una sessione di Brief Coaching telefonica seguita da una sessione di follow-up.
L’obiettivo principale dell’azienda era quello di aiutare l’individuo ad identificare un’area di miglioramento così da permettergli di aumentare la propria performance lavorativa.
E’ stata così individuata un’area di miglioramento dei tre junior manager coinvolti, in modo da avere un metodo per raggiungere un obiettivo e incrementare la loro consapevolezza sui cambiamenti futuri.
Visto il successo del progetto sperimentale, il programma è stato esteso ad altri profili junior, anche questi considerati ad alto potenziale per il futuro.
I vantaggi maggiori che il progetto di Brief Coaching ha prodotto sono stati:

  •  Costi: si ottengono ottimi risultati in tempi limitati con costi contenuti. 
  •  Riconoscimento staff: fino ad oggi, solo il senior management utilizzava il coaching per lo sviluppo personale. Questo metodo ha permesso all’azienda di dare un “riconoscimento” anche ai membri più giovani del team che si sono sentiti subito più coinvolti.
  •  Risultati: i risultati sono stati immediati ed osservabili nelle persone dopo una sola sessione di coaching. Tra questi possiamo segnalare la risoluzione dei conflitti tra un team leader esperto e un manager che stava implementando una nuova struttura con nuovi metodi e il miglioramento della capacità di collaborazione di una persona che aveva difficoltà ad esprimersi.

Il progetto sta proseguendo con soddisfazione  del cliente e di Growbp.

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martedì 26 novembre 2013

L’intelligenza intuitiva del cuore

Saper gestire il proprio stato emozionale riveste un ruolo di primaria importanza per la nostra realtà, perché sono proprio i nostri stati d’animo che determinano le circostanze esterne e non il contrario. (Lifesurfing – Il Libro)

Gli scienziati dell’istituto HeartMath hanno condotto intensive ricerche sul potere del cuore, sulla connessione cuore/cervello, sull’intelligenza del cuore e l’intuizione.
Che si tratti di relazioni interpersonali, connessioni sociali o comunità globali – siamo tutti collegati attraverso campi di energia elettromagnetica.
Aumentare la consapevolezza individuale di ciò che portiamo in questi campi, potrebbe essere la chiave per creare un futuro sostenibile.

 

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giovedì 7 novembre 2013

Provate qualcosa per 30 giorni

C’è qualcosa che avevate intenzione di fare, che volevate fare, ma che…alla fine non avete fatto? Matt Cutts dice: Provate qualcosa di nuovo per 30 giorni. Questo breve e spassionato intervento propone un metodo chiaro su come scegliere e raggiungere degli obiettivi. 

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giovedì 10 ottobre 2013

Il potere dell’energia umana

Angela Ahrendts, CEO di Burberry, ci parla del potere positivo e trasformativo dell’energia umana. 

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lunedì 3 dicembre 2012

Comunicare con carisma

La comunicazione verbale e non verbale

Ognuno di noi comunica in modi e maniere diverse; parlando, stando in silenzio, indicando, muovendo gli occhi, portando le mani sul viso o chinando la testa. Le azioni, le reazioni, i comportamenti, le attitudini sviluppano delle relazioni. Uno stesso messaggio o una stessa reazione possono assumere significati diversi se espressi in un certo ambiente o in un altro, in un contesto socio-culturale piuttosto che in un altro.

Ma si è consapevoli di questi processi?
Diversi studi sono stati effettuati tra gli anni 50 e 60 in California da un gruppo di ricercatori per il Mental Research Institute, attraverso i quali sono stati approfonditi vari aspetti della comunicazione a partire dalla capacità di ascolto fino allo studio dei segnali non verbali.
La comunicazione, come studio dei processi che permettono ai “flussi di messaggi” di passare da un individuo all’altro in modo che da una parte ne sia rispettato il contenuto e dall’altra ci sia un contributo al miglioramento della relazione, è diventata una branca della psicologia.
Altri studi si sono soffermati a individuare le caratteristiche peculiari di un buon comunicatore; un’intelligenza vivace, una carriera scolastica brillante, specifiche competenze professionali.
Ma tutto questo non basta. Basti pensare ad una persona che abbia queste caratteristiche ma nel contempo sia arrogante, irascibile, incapace di trattare con le altre persone e di gestire le proprie
emozioni.

E allora cosa serve?
Daniel Goleman parlava di Intelligenza Emotiva come un modo particolarmente efficace di trattare se stessi e gli altri. In sostanza, si trattava della capacità di motivare se stessi e di continuare a perseguire
un obiettivo nonostante le frustrazioni; la capacità di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione; la capacità di modulare i propri stati di animo evitando che la sofferenza ci faccia perdere la lucidità mentale; la capacità di essere empatici.

Tutto ciò si racchiudere in due macro competenze:
• competenza personale, legata al controllo di se stessi;
• competenza sociale, legata alla gestione della relazione con gli altri.

Alla base della competenza personale c’è la consapevolezza; alla base di quella sociale c’è l’empatia e le abilità nella relazioni interpersonali. Una particolare attenzione merita l’empatia: essere empatici significa far risuonare dentro di sé i sentimenti degli altri come se fossero i propri e senza dimenticare i propri. È l’accettazione incondizionata degli stati di animo così come vengono offerti nella relazione.
Nell’essere empatici, accanto alla condivisione dei sentimenti, c’è anche la valorizzazione degli altri, che si manifesta nel credere nelle persone, nel mettere in risalto e potenziare le loro abilità, nel sostenere
la loro autonomia, nel rispettare le loro diversità individuali, etniche e ideologiche, nell’utilizzare le differenze come opportunità al di là di ogni pregiudizio.
Non esiste  in sintesi solo un’intelligenza di tipo Cognitivo ma anche un’altra di tipo Emotivo – Relazionale, che ci consente di capire meglio noi stessi e di interagire in modo più efficace con gli altri.
Si parla in questo caso di capacità di ascolto, ovvero l’Ascolto Attivo o meglio ancora l’Ascolto Attivo Empatico. Ci si mette in condizione di “ascolto efficace” provando a mettersi nei panni dell’altro
condividendo le sensazioni che manifesta.
Da tutto ciò è escluso il giudizio, ma anche il consiglio. Lo sforzo è spostare l’interesse dal perché l’altro dice al come lo dice. Saper ben ascoltare può portare ad aprire la mente a nuove idee, a nuove soluzioni, ad arricchimento della persona. E’ un’abilità che può essere utile anche per la crescita professionale.
Questa capacità contribuisce ad essere dei bravi genitori, dei bravi manager, degli ottimi compagni, dei fantastici coach.
Imparare ad ascoltare vuol dire imparare a comunicare.
Ascoltando dunque le proprie emozioni, si comunica con se stessi; capendo se stessi si capisce gli altri; si comunica con una lunghezza d’onda diversa da quella tipicamente razionale.

Il carisma è un’espressione dell’ essere umano; non può essere insegnata perché ciascun individuo ha il suo modo di esprimerlo ha il suo linguaggio.
Il carisma è espressione della propria ricchezza interiore.
Il COACHING supporta l’individuo nello sviluppo dell’utilizzo del proprio carisma, del proprio potenziale. Con l’ascolto attivo empatico raggiunge qualsiasi individuo voglia esprimere la sua unicità in qualità di essere umano.
Allena le persone ad esprimere al massimo la propria potenzialità; supporta i manager, i genitori, i compagni ad allenare a loro volta altri individui nello sviluppo della propria intelligenza emotiva.

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giovedì 18 ottobre 2012

Il potere degli introversi

In una cultura in cui essere socievole ed estroverso è apprezzato sopra ogni cosa, può essere difficile, anche vergognoso,  essere un introverso. Ma, come sostiene Susan Cain in questo discorso appassionato, l’essere introversi può portare straordinari talenti e abilità.

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