Tag: reputazione

mercoledì 19 dicembre 2012

Lavorare bene insieme

Ogni manager, se vuole ricavare il massimo dalla propria squadra, deve prima approfondire alcune dinamiche che caratterizzano il progressivo sviluppo di un gruppo di lavoro.

Per arrivare allo “stadio della cooperazione” ogni team attraversa due fasi: inclusione e affermazione.
Nella prima fase (inclusione) ogni persona ha il desiderio di essere accettata e teme un eventuale rifiuto. In questa fase l’attenzione dei membri di un team è concentrata maggiormente sulla gestione delle
proprie paure e sul comprendere gli altri individui. Il desiderio è quello di conformarsi al gruppo, dimostrandosi accondiscendenti verso il proprio leader. Il ruolo del leader è fondamentale; se si dimostra aperto e sincero senza nascondere la propria “umanità”, i membri del team faranno altrettanto creando un buon clima di relazioni interpersonali.
Diversamente, se si dimostra chiuso ed intransigente, ogni membro si irrigidirà creando un clima di tensione.
Nella seconda fase (affermazione) ogni persona vuole affermare la propria individualità, cercando di esprimere la propria personalità e di estendere il proprio “territorio”. In questo momento esplode la
competitività che può portare allo sviluppo di performance di alto valore oppure può andare a scapito di alcuni membri del team.
E’ un momento delicato per il leader perchè potrebbe trovarsi a dover gestire sfide lanciate alla sua leadership. E’ importante che il leader accetti di essere sfidato senza perdere il controllo della situazione.
E’ in questa situazione che accade talvolta di vedere leader che si pongono sulla difensiva volendo affermare la propria autorità attraverso il proprio ruolo. E’ in questa situazione che ciascun membro del gruppo saggia la forza del team e del leader riconoscendone o meno l’autorevolezza.
A questo punto si arriva allo “stadio della cooperazione”. Il gruppo riconosce naturalmente il leader e ciascuno riconosce il territorio altrui: il team si caratterizza per un alto grado di cooperazione e per la
presenza di un livello di tensione propositiva che il leader cerca di mantenere con intuizione e tatto.

Pertanto, ottenere una buona performance da un team è complesso tenuto conto:
• della relatività dei gruppi: le squadre si formano e si riformano continuamente;
• del tempo ridotto entro cui ottenere dei risultati: le squadre hanno dei tempi per attraversare le fasi sopra citate;
• della logistica dei membri dei gruppi: i team possono essere composti da membri che risiedono in luoghi diversi.

Come si può ovviare alla crescente complessità delle sfide ?

Il COACHING aiuta le persone a lavorare bene insieme. Può, per esempio, essere di aiuto per comprendere quando le persone hanno necessità di costituirsi in un team.
L’applicazione del Coaching ad un team si basa sugli stessi principi dell’applicazione del coaching ad un singolo individuo: più un team acquisisce CONSAPEVOLEZZA, migliore sarà la sua performance.
All’interno di un team potranno emergere diversi obiettivi, capacità e idee di ciascun membro che verranno resi disponibili nell’interesse del gruppo stesso. Il leader assume il ruolo del coach attraverso un confronto con il gruppo e proponendo il proprio punto di vista.

Il coaching è lo strumento essenziale sia per dirigere che per sviluppare un team, proprio come avviene nello sport. Se non si è dei bravi coach, non si è dei bravi manager.
Cosa ci si sente parte di un team?
Attraverso la volontà di lavorare insieme. Ogni persona svolge un proprio compito: ma sentirsi parte di un team vincente è un’altra cosa.
Ognuno vuole sentirsi un campione, vuole sentirsi importante. Se l’azienda è ‘vincente’, ognuno dirà con orgoglio: “lavoro per la società X, i nostri prodotti/servizi sono apprezzati dalla clientela e invidiati
dalla concorrenza”. Tutto ciò è ben diverso dal dire: “lavoro in …. sono un impiegato”. Come nello sport, non ci si sente vincenti solo per una buona performance individuale: se la squadra perde, anche
quell’individuo è  ‘perdente’. Per essere ‘vincenti’ è determinante anche il rendimento dei compagni. Per questo, soltanto il team che possiede la consapevolezza di essere parte integrante di un gruppo vince le sfide.

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martedì 30 ottobre 2012

La motivazione: dove trovare le energie per alimentarla

Chi è in grado di motivare se stesso, è in grado di motivare gli altri. Chi è in grado di motivare gli altri può raggiungere risultati straordinari.

Ma dove trovare energie in grado di alimentare la nostra motivazione?

Esistono molti “fattori di motivazione” quali il senso di realizzazione, il riconoscimento personale, ecc. ma altrettanto esistono “fattori di demotivazione” quali ad esempio una insoddisfazione dell’ambiente fisico in cui si vive in cui si lavora, una politica aziendale in cui non ci si riconosce, un modus vivendi che non ci corrisponde ecc. che ci possono influenzare, e che possono condizionare il raggiungimento di un obiettivo.

E allora come fare a trovare motivazione per raggiungere i nostri obiettivi?

La motivazione è una questione del tutto personale; parte da noi stessi. Parte dalla convinzione che siamo in grado di fare tutto e che siamo in grado di prendere la responsabilità della propria vita nelle nostre mani. Per esserne convinti occorre avere autostima.

Ma cosa è l’autostima?

E’ la considerazione di sé. E’ il sentire di essere all’altezza delle situazioni, di potercela fare, di essere in grado di dirigere la propria vita professionale e privata. E’ ciò che ognuno pensa di essere e di valere come persona. L’autostima si può costruire e/o ricostruire, quotidianamente, attraverso piccoli comportamenti da applicare quotidianamente. Come il corpo, per vivere, ha bisogno di cibo così anche l’anima ha necessità di essere “potenziata”.

Cosa vuol dire avere autostima? 

Vuol dire avere la capacità di accettarsi, così come si è, limiti e difetti prima di tutto. Vuol dire rispettarsi come essere umano al pari degli altri. Vuol dire essere consapevoli del proprio valore. Significa vivere e guardare la propria vita come un’avventura dentro la quale tuffarsi per scoprire chissà quale tesoro; vivere con entusiasmo.

Cosa è l’entusiasmo? Come si fa ad essere entusiasti specie in momenti difficili?L’entusiasmo è fiducia; nella vita, nelle nostre capacità, nella convinzione di incontrare sempre nuove ed affascinanti opportunità, nell’uomo.

E’ la forza interiore che ci fa vedere che il tutto dipende da noi e che, se non possiamo dominare gli avvenimenti, possiamo controllare le ripercussioni su di noi. Siamo consapevoli che non bisogna affidarsi al caso, né alle altre persone per assicurare la nostra evoluzione e per formare il nostro carattere. Siamo noi, e solo noi che costruiamo la nostra felicità o la nostra infelicità.
L’entusiasmo è uno slancio di tutto il nostro essere verso lo scopo che ci siamo prefissi e, una volta fissata la meta, ci si getta con tutto il nostro essere verso l’azione per raggiungerla, e la si raggiunge. Questa energia, questa essenza, questo slancio per andare avanti si chiama entusiasmo. Solo l’entusiasmo ci permette di creare, di realizzare ogni cosa. Il coach affianca la persona nello sviluppo dell’autostima, dell’entusiasmo, nel trasformare la potenza interiore in successi entusiasmanti e duraturi.  
L’entusiasmo non ha età, non ha sesso, è quella forza che risiede in ciascuno di noi. Basta farla uscire e rimuovere eventuali ostacoli che le impediscono di manifestarsi.

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giovedì 21 giugno 2012

Personal brand

La comunicazione pubblicitaria oggi è fondamentale anche per professionisti, microimprenditori e manager che si rendono visibili e “appetibili” sul proprio mercato.
La capacità e la reputazionedi una persona passa anche attraverso quello che i media dicono di lei. 
 
Definire un piano di marketing personale, sapendo utilizzare al meglio gli strumenti del web 2.0,  permette di promuovere la propria attività entrando in contatto con i propri potenziali clienti utilizzando le nuove tecnologie.
 
Il corso di “Personal Brand” permette di acquisire la consapevolezza sulle nuove tecnologie, sviluppare nuove modalità di networking e di relazione, svulippare un’attività di promozione tramite l’uso integato dei social network, fino ad arrivare ad applicare un piano di marketing personalizzato alla professione.
 
La prossima edizione del corso si terrà a Roma il 24 e 25 ottobre e a Milano il 10 e 11 dicembre.
Per ulteriori informazioni contattaci
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