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mercoledì 23 ottobre 2013

Segui il Flusso a Roma

 

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“Segui il Flusso” è il libro di Claudia Crescenzi che verrà presentato ai lettori il 24 Ottobre prossimo, ore 18.00, alla Libreria Arion – Palazzo delle Esposizioni Via Milano, 15/17 a Roma. E’ l’occasione per farsi spiegare direttamente dall’autrice come sviluppare energia e consapevolezza. Ognuno di noi ha forza vitale ed energia da sviluppare e gestire per ottenere il massimo di ciò che desidera. Diventare consapevoli di sé, del proprio potenziale, e avere ben chiari gli obiettivi per far in modo che accada ciò che noi vogliamo. “Insegui il tuo flusso e abbi il coraggio di riprenderti la capacità di scelta. Nessuno te la può togliere” scrive l’autrice del libro Segui il flusso: un punto di vista applicabile, nella vita professionale e nella vita personale, per diventare registi del nostro percorso.

Scarica un estratto del libro.
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mercoledì 19 dicembre 2012

Lavorare bene insieme

Ogni manager, se vuole ricavare il massimo dalla propria squadra, deve prima approfondire alcune dinamiche che caratterizzano il progressivo sviluppo di un gruppo di lavoro.

Per arrivare allo “stadio della cooperazione” ogni team attraversa due fasi: inclusione e affermazione.
Nella prima fase (inclusione) ogni persona ha il desiderio di essere accettata e teme un eventuale rifiuto. In questa fase l’attenzione dei membri di un team è concentrata maggiormente sulla gestione delle
proprie paure e sul comprendere gli altri individui. Il desiderio è quello di conformarsi al gruppo, dimostrandosi accondiscendenti verso il proprio leader. Il ruolo del leader è fondamentale; se si dimostra aperto e sincero senza nascondere la propria “umanità”, i membri del team faranno altrettanto creando un buon clima di relazioni interpersonali.
Diversamente, se si dimostra chiuso ed intransigente, ogni membro si irrigidirà creando un clima di tensione.
Nella seconda fase (affermazione) ogni persona vuole affermare la propria individualità, cercando di esprimere la propria personalità e di estendere il proprio “territorio”. In questo momento esplode la
competitività che può portare allo sviluppo di performance di alto valore oppure può andare a scapito di alcuni membri del team.
E’ un momento delicato per il leader perchè potrebbe trovarsi a dover gestire sfide lanciate alla sua leadership. E’ importante che il leader accetti di essere sfidato senza perdere il controllo della situazione.
E’ in questa situazione che accade talvolta di vedere leader che si pongono sulla difensiva volendo affermare la propria autorità attraverso il proprio ruolo. E’ in questa situazione che ciascun membro del gruppo saggia la forza del team e del leader riconoscendone o meno l’autorevolezza.
A questo punto si arriva allo “stadio della cooperazione”. Il gruppo riconosce naturalmente il leader e ciascuno riconosce il territorio altrui: il team si caratterizza per un alto grado di cooperazione e per la
presenza di un livello di tensione propositiva che il leader cerca di mantenere con intuizione e tatto.

Pertanto, ottenere una buona performance da un team è complesso tenuto conto:
• della relatività dei gruppi: le squadre si formano e si riformano continuamente;
• del tempo ridotto entro cui ottenere dei risultati: le squadre hanno dei tempi per attraversare le fasi sopra citate;
• della logistica dei membri dei gruppi: i team possono essere composti da membri che risiedono in luoghi diversi.

Come si può ovviare alla crescente complessità delle sfide ?

Il COACHING aiuta le persone a lavorare bene insieme. Può, per esempio, essere di aiuto per comprendere quando le persone hanno necessità di costituirsi in un team.
L’applicazione del Coaching ad un team si basa sugli stessi principi dell’applicazione del coaching ad un singolo individuo: più un team acquisisce CONSAPEVOLEZZA, migliore sarà la sua performance.
All’interno di un team potranno emergere diversi obiettivi, capacità e idee di ciascun membro che verranno resi disponibili nell’interesse del gruppo stesso. Il leader assume il ruolo del coach attraverso un confronto con il gruppo e proponendo il proprio punto di vista.

Il coaching è lo strumento essenziale sia per dirigere che per sviluppare un team, proprio come avviene nello sport. Se non si è dei bravi coach, non si è dei bravi manager.
Cosa ci si sente parte di un team?
Attraverso la volontà di lavorare insieme. Ogni persona svolge un proprio compito: ma sentirsi parte di un team vincente è un’altra cosa.
Ognuno vuole sentirsi un campione, vuole sentirsi importante. Se l’azienda è ‘vincente’, ognuno dirà con orgoglio: “lavoro per la società X, i nostri prodotti/servizi sono apprezzati dalla clientela e invidiati
dalla concorrenza”. Tutto ciò è ben diverso dal dire: “lavoro in …. sono un impiegato”. Come nello sport, non ci si sente vincenti solo per una buona performance individuale: se la squadra perde, anche
quell’individuo è  ‘perdente’. Per essere ‘vincenti’ è determinante anche il rendimento dei compagni. Per questo, soltanto il team che possiede la consapevolezza di essere parte integrante di un gruppo vince le sfide.

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martedì 5 giugno 2012

"Segui il flusso" il nuovo libro di Claudia Crescenzi

“Segui il flusso” è il nuovo libro di Claudia Crescenzi.
Chi sono, cosa sto facendo, cosa potrei fare. Alla consapevolezza ci si avvicina ‘attraverso un lavoro su di sé’. Di questo ‘lavoro su di sé’ parla il libro. Claudia Crescenzi parla del proprio cammino, e poi, a completamento del proprio discorso, aggiunge la testimonianza di altre persone in cammino.
Non deve trarre in inganno il fatto che alcuni dei testimoni siano professionisti o manager, e altri siano coach. Claudia Crescenzi è coach perché prima ha lavorato come manager. Non ci può essere coaching efficace se la persona non trova in sé gli stimoli, i motivi. Ma nessun coaching può essere efficace se non siamo disposti ad allenarci, a lavorare su noi stessi.
Seguire il flusso vuol dire scoprire momento dopo momento il senso di ciò che sta accadendo in noi e attorno a noi, un senso spesso nascosto in segnali deboli, in tracce apparentemente impercettibili. Seguire il flusso non vuol dire seguire ‘una carriera’, un cammino preciso, già scritto in manuali e previsto in percorsi strutturati. Si tratta di imparare a porre attenzione a ciò che appare a prima vista marginale e trascurabile.
Il coaching ha una stretta relazione con il concetto di cura che nei fatti si traduce nel rovesciare l’opprimente sensazione di inquietudine, timore, ansia e preoccupazione nel suo contrario: star bene, benessere, sintonia con se stessi e con il mondo. Il rovesciamento si basa sullo scoprire l’energia che è in noi, e nel destinarla, anziché contro di noi – causando malessere, disagio, e anche malattie – verso uno scopo vitale.
Per questo dobbiamo allenarci, e abbiamo bisogno di buoni allenatori. 
Il libro sarà presentato a Milano il 12 giugno prossimo durante il Convivio “Risorse Umane e non Umane” e sarà in vendita nelle principali librerie e nei seguenti siti: 
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