martedì 6 dicembre 2016

E’ tempo di PERDONO

 

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Siamo arrivati al mese di dicembre e un altro anno è passato. E’ tempo di bilanci, di considerazioni e di strategia per gli anni a venire.
 
Nel 2016 abbiamo parlato di metodologie innovative di coaching come lo shadow e il brief; dell’importanza del silenzio; del potere della risata, di focalizzarsi sulla soluzione anziché sul problema.
Tematiche che riguardano la dimensione comportamentale, fondamentale per le relazioni e per la perfomance delle persone.

Abbiamo sperimentato sul campo presso e con alcuni nostri clienti il potere di quello che abbiamo evidenziato nelle newsletter. Di questo potere ne abbiamo fatto dei corsi specializzati da diffondere anche ad altri professionisti; il ritorno dei partecipanti è stato di grande soddisfazione.
Vuol dire che siamo sulla strada giusta!
 
Il 2016 è stato soddisfacente in linea con i risultati attesi.
 
Ora è tempo di guardare oltre andare avanti.
Per farlo parto da un post pubblicato qualche giorno fa in cui scrissi:  
 
Un giorno una collega mi disse
Prima o poi tutti ci deludono
Io rimasi stupita e delusa da questa frase
Oggi devo ricredermi
Ma aggiungo ciò che è importante è andare oltre ed imparare dalla delusione

Andare oltre sempre oltre.
 
Ciò che intendo sottolineare è l’importanza del PERDONO.
Quante volte in azienda in famiglia accade che qualcuno ci tradisce, ci delude, ci ferisce. E che ripercussione ha su noi stessi e sulla relazione con l’altro? Che ripercussione ha nel nostro lavoro sul clima sulla qualità del lavoro che ahimè devo portare avanti proprio con colui/colei che ci ha fatto del male.
 
Per essere performanti per rimanere in balance per evolverci per andare avanti con una energia alta per rimanere motivati occorre perdonare.
E non c’è altra via di uscita.
 
Proprio questa mattina ho ricevuto una telefonata da un cliente manager di un’azienda che mi  ha raccontato di una delusione avuta dal collega con il quale gestisce una filiale italiana di un’azienda internazionale. Lui e l’altro manager sono i top manager dell’azienda italiana.

E’ mia intenzione lasciare aperto questo spunto di riflessione con questa considerazione non mia ma che ritengo molto profonda e vera.

E colgo l’occasione per augurarvi un sereno Natale e che si possa avverare ogni vostro desiderio.
 
Con stima e affetto,
Claudia Crescenzi

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martedì 20 settembre 2016

Non c’è nessuna relazione tra problema e soluzione

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Nei mesi scorsi abbiamo parlato di “Soluzione oltre il problema” e di “Velocità Resilienza Sostenibilità Produttività: La sfida nella gestione della complessità ”.

Nel primo articolo abbiamo raccontato un’esperienza in un’ azienda e nel secondo articolo abbiamo cercato di spiegare la finalità del metodo. La sintesi del secondo è :
Smettiamola di parlare di problemi, parliamo delle soluzioni! Parliamo di cosa sappiamo già fare, di quello che di buono abbiamo già fatto, concentriamoci sulle possibilità reali.
Identifichiamo con chiarezza quale è la situazione “senza” il problema e proviamo a “collegare” il nostro presente con quella situazione desiderata.

Abbiamo pensato di organizzare un workshop e il pensiero lo abbiamo tradotto in realtà
Ora eccoci qui pronti!

Sperimenterai concretamente questo metodo.
Clicca per maggiori informazioni : http://www.growbp.it/business-potential/solution-lab-manager.html

E’ rivolto solo a  professionisti aziendali che gestiscono persone gruppi anche virtuali.
Vuoi essere dei nostri? Vuoi diventare il paladino in Italia di questo metodo con noi?
 
Ti aspettiamo

 

 

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mercoledì 3 febbraio 2016

L’osmosi dello sviluppo

Abbiamo iniziato l’anno proponendo una riflessione sul silenzio e sull’impatto che questo ha sulla nostra capacità di pensiero, di astrazione, di concentrazione.

Oggi vogliamo proseguire con questa riflessione, applicandola al desiderio di crescita personale e professionale che ci pervade e che spesso governa le nostre azioni e al processo di osmosi che avviene.

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in Primis che significa in concreto osservare, imparare, restituire? Significa innanzi tutto rispetto dell’altro, della sua diversità da noi, del suo modo di fare le cose, unico e peculiare. E nell’apprendere quanto fatto saremo poi in grado di restituire un valore aggiunto che sarà quello di portare un nostro contributo di differenza, arricchente sui due lati. È il principio di reciprocità, o se preferite quello del “win-win” senza dubbio un processo osmotico.

Arthur Aron, psicologo americano, ha studiato, per circa 50 anni, le caratteristiche di relazioni interpersonali significative. Essenza fondamentale di un rapporto forte è la “vicinanza” e la vicinanza nasce dalla condivisione che, a sua volta, è determinata dall’affrontare insieme tematiche importanti.

La maggiore produttività nasce dal coinvolgimento dei singoli nel progetto al quale sono impegnati; il coinvolgimento a sua volta è determinato dal fatto di sentirsi una “squadra”; ci si sente una squadra se si condividono esperienze significative. Il processo di osmosi ecco che avviene spontaneamente: il mio sviluppo è frutto anche dello scambio con l’altro e viceversa.

Quale è la funzione di un coach in uno scenario del genere? Quella di facilitare lo scambio tra le persone la condivisione di esperienze e di informazioni. Un osservatore silenzioso e attento, capace di vedere cose e comportamenti che magari quotidianamente non si vedono, di prenderne nota, di aiutare ad analizzarle. E poi di lavorarci con le persone, di tornarci sopra con quell’energia che porta sempre con sé il cambiamento della positività e della reciprocità.

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martedì 12 gennaio 2016

Il silenzio

 

Iniziamo il nuovo anno con una riflessione sul valore del silenzio. Poco tempo fa in dicembre ho postato sul mio profilo Linkedin questa frase:

Il silenzio non è non avere più niente da dire.

È non avere più voglia di dire.

Il silenzio è creare lo spazio per accogliere il non detto.

Ho avuto la conferma del potere e del valore del silenzio anche dai contributi di tante persone che hanno voluto dire la loro. Ebbene vorrei lasciare anche a Te che mi leggi la stessa riflessione e mi piacerebbe avere un tuo ritorno se credi.

Di seguito Ti lascio una sintesi delle considerazioni emerse:

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  • Il silenzio consente l’espressione dell’inaudito…. Ciò che non si ode, ciò che non si è Mai udito prima e quindi straordinario, senza precedenti.
  • Quello che manca al mondo è un poco di silenzio, quello che manca a questo mondo è il perdono che non vedo e non sento, quello che manca al mondo è un poco di silenzio” di Ivano Fossati da ‘Quello che manca al mondo’. Il silenzio è occasione di riflessione, introspezione; nell’odierna società frenetica e iper-competitiva, in cui tanti gridano per sopravanzare gli altri, farsi notare, sopraffare e in cui la moderazione, l’educazione, l’umiltà sono merce sempre più rara, ecco la forza del silenzio, che non è rassegnazione, ma spazio dedicato alla maturazione della consapevolezza di sè e del vero significato che si intende dare alla propria vita.
  • Credo che il silenzio vada utilizzato anche nella fase di ascolto, troppo spesso ci parliamo uno sull’altro e non ci ascoltiamo, questo porta a fraintendimenti che altrimenti non ci sarebbero. Vale dai rapporti personali, ai grandi colloqui politici fino alle grandi dinamiche conflittuali che ci sono oggi nel mondo.
  • C’è silenzio e silenzio, c’è il silenzio di chi non ha niente da dire, e il silenzio di chi dice moltissimo pure non parlando.
  • Il silenzio è avere voglia di non dire e di non ascoltare, è pensare un po a se stessi chiudendo il mondo fuori.
  • Il silenzio, in una conversazione, illumina pezzi di mondo che prima non si vedevano.
  • Il silenzio è come una pausa musicale…assenza di suono, oppure presenza di un suono in assenza di un’altro…poi ci sarebbe da parlare, o meglio ascoltare, i suoni armonici…
  • Silenzio della mente! Liberare la mente dai pregiudizi.
  • Silenzio = stato essere (sono in silenzio) Azione = stato del fare (faccio qualcosa) Silenzio opposto al non agire Le nostre azioni/comportamenti sono frutto di ciò che siamo ciò che pensiamo Per agire efficacemente occorre essere Per essere (per connettersi al nostro essere) occorre essere in silenzio Il silenzio è il nutrimento e la preparazione alle azioni.
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lunedì 23 novembre 2015

La mente mente: cambiare si può

In questi ultimi mesi dell’anno abbiamo concentrato tutte le nostre energie partecipando ad eventi, quali il World Game Italy, dove emerge con chiarezza l’Italian Factor, come lo definisce lo scrittore Francesco Morace, ovvero quel talento tutto italiano che ci permette di realizzare progetti vincenti, soprattutto in periodi storici critici come quello che stiamo vivendo oggi.

Noi di Growbp crediamo molto nella cultura e nei valori italiani; le parole chiavi che rientrano nel nostro linguaggio e nel nostro tessuto vogliono essere: complessità, interconnessione, intelligenza collettiva. Ed è per questo che ha molto senso anche la partecipazione al programma ‘Happy Hour’(Lunedì 23 Novembre su Telelombardia, ore 19.45), perché lo speciale ‘Muoviti adesso’ è dedicato a tutte le idee innovative prodotte da imprenditori italiani, al loro coraggio, alla loro capacità di mettersi in gioco con dedizione e impegno, al desiderio di far prevalere un’idea progettuale vincente sulle difficoltà oggettive del mercato, sui limiti del corpo, sulle paure della mente.

Gli imprenditori visionari ed evoluti capiscono l’importanza che rivestono le persone operanti nei vari contesti professionali, istituzionali, culturali e sociali. Sanno che il ruolo di tutti è fondamentale per vincere, per creare sviluppo sostenibile positivo e innovazione sociale.

Riconoscono inoltre il valore di ogni persona in quanto tale, nella sua realizzazione e crescita personale, perché sanno che solo valorizzando i propri collaboratori si crea maggiore produttività e benessere.

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Per tutti questi motivi, noi siamo assolutamente convinti che un Manager aperto al dialogo, profondamente interessato al benessere dei propri collaboratori, capace di ascoltarli, motivarli e valorizzarli, dando feedback costruttivi, possa creare le condizioni per aumentare le loro performance e la produttività in azienda.

E allora, se senti di voler crescere in questa direzione, se vuoi creare sviluppo economico e sociale e vuoi portare nel tuo bagaglio di esperienza personale e professionale dei risultati concreti e di valore nella tua realtà, il nostro corso di Professional Coach per Manager creerà le basi per costruire tutto questo.

Il programma si articola in 4 moduli da 2 giorni ciascuno e partirà a Gennaio 2016. Clicca qui per avere maggiori informazioni.

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martedì 3 novembre 2015

Come ritrovare il nostro giusto equilibrio?

Nella società sfrenata in cui viviamo, passiamo le nostre giornate a correre, ad essere sempre organizzati per non perderci, ad essere continuamente in ansia da performance, a fare in modo che le nostre prestazioni siano sempre al massimo; dobbiamo continuamente dimostrare a chi ci sta di fronte che siamo in gamba, che siamo eccellenti, che siamo in grado di FARE.

Spesso, solo quando qualche difficoltà, ostacolo, impulso interno o esterno si presentano, siamo costretti a fermarci e a ritrovarci, a riflettere sul nostro ESSERE, su chi siamo e quali caratteristiche uniche ci contraddistinguono dagli altri.

In questi momenti possiamo scegliere quali strade intraprendere, quali professionisti interpellare, quali strumenti usare e, tra questi, ho scoperto che il Voice Dialogue ha un potere enorme, perché ci apre al dialogo delle nostre voci interiori diverse.

Avete presente l’ultimo film di animazione ‘Inside Out’, in cui le varie emozioni presenti nel cervello di un ragazzina parlano tra di loro per trovare il giusto equilibrio?

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Ecco, Voice Dialogue aiuta a tirare fuori quelle voci che sono rimaste nascoste, schiacciate, inascoltate, e le pone allo stesso livello di ciò che è principalmente più visibile in noi, ciò che risulta come il nostro temperamento e carattere principale.

Quando tutti i lati del nostro io emergono, siamo più consapevoli e sereni di ciò che era inespresso, ci si sente più liberi, più aperti ad accogliere noi stessi e gli altri, ad affrontare con più serenità lo stress, a gestire meglio le relazioni e i conflitti.

Da Coach, Imprenditore, Manager, Genitore, posso sicuramente affermare che partecipare ad un corso di Voice Dialogue possa arricchire la persona a 360 gradi, sia dal punto di vista personale che professionale, per cui mi auguro che anche tu voglia garantirti il posto al prossimo appuntamento.

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martedì 3 novembre 2015

Cosa ci siamo portati a casa dal World Game

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Sabato 31 ottobre, presso l’acquario di Roma, si è tenuto per la prima volta in Italia il World Game, un movimento fondato da Marilyn Atkinson, che ha l’intento di creare una svolta decisiva nella consapevolezza globale.

La stessa Marilyn ci ha raccontato come il World Game si prefigga di coinvolgere tutti coloro che vogliono giocare un ruolo attivo per il futuro e insieme realizzare progetti con una visione a lungo termine per il benessere del pianeta.

Attraverso il World Game si arriva a scoprire che siamo tutti un NOI/WE, nell’unicità e allo stesso tempo unità, indipendentemente da età, sesso, razza, religione, confini, sistemi politici, storia o occupazione. Il World Game è il gioco che tutti possono giocare, incoraggiando, impegnando e sostenendo individui e organizzazioni a livello mondiale per raggiungere “Il Tipping Point di coscienza” del nostro pianeta, il vero “punto di svolta” che ci permetterà di percorrere una strada nuova, più consapevole e più responsabile riguardo alle nostre azioni e all’effetto che esse hanno su ognuno di noi.

E’ stata un’esperienza interessante perché ci sono stati momenti di ispirazione condotti da professionisti diversi: sociologi, professori universitari, coach sportivi e poi momenti di workshop che avevano temi e tematiche diverse di natura economica e sociale.

Un momento di riflessione sul NOI inteso in senso ampio. Alcune parole chiave che mi sono rimaste impresse: complessità, interconnessione, intelligenza collettiva.

Ho trovato molto interessante e piacevole l’intervento di Francesco Morace, di Future Concept Lab, che si è focalizzato sulle qualità, competenze e talenti tipici italiani; l’Italian Factor come elemento di creatività unica e irripetibile, riconoscibile ovunque e di cui noi italiani dobbiamo essere consapevoli. E’ stato un intervento che mi ha risvegliato l’orgoglio di essere italiana.

Come fare la differenza nel mondo utilizzando i nostri talenti italiani?

THINK GLOBALLY ACT LOCALLY, che da sempre rappresenta l’approccio “classico” alla cosiddetta globalizzazione, può trasformarsi nel suo opposto, ovvero THINK LOCALLY ACT GLOBALLY: pensa, progetta, realizza qualcosa di tipicamente italiano e poi accompagnalo verso un riconoscimento planetario globale.

Anche l’intervento di Valerio Eletti sulla forza delle reti sociali e dell’auto-organizzazione mi ha molto colpito: le nuove forme di comunicazione globali presenti in rete e sui social oggi consentono connessioni prima impensabili e “gradi di unione” enormemente più ravvicinati di quelli precedenti, generando di fatto una “capacità sociale” di aggregazione di simili e di complementarietà nuova, da cui non si può prescindere.

Sadhana Singh ci ha parlato di consapevolezza spirituale e di leadership fra unicità e unità, letteralmente “scuotendo” corpi e punti di vista consolidati: molto coinvolgente, uno spunto di riflessione diverso e stimolante.

Nel pomeriggio la parte più operativa, quella dedicata ai workshop, ognuno dei quali dedicato a progetti sociali diversi fra loro ma tutti significativi, ha messo in moto tutte le energie presenti in sala, generando discussioni accese, costruttive, collettive.

In conclusione posso dire di esser stata molto fiera di aver seguito il mio intuito: ho preso parte a un momento profondo e condiviso, e le mie aspettative non sono state deluse.

E questo, ci tengo a sottolinearlo, anche grazie al fatto che mi sono trovata insieme a persone che avevano lo stesso mio obiettivo: quello di creare rete per condividere esperienze e competenze e per creare progetti capaci di contribuire alla creazione di un mondo migliore da lasciare ai nostri figli. Non mi dispiacerebbe esserci quando questo accadrà…

Onorata di aver sponsorizzato un evento del genere.

Grazie

Claudia Crescenzi

 

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mercoledì 23 settembre 2015

Come migliorare la vita dei tuoi clienti grazie al Brief Coaching

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Come Coach, sai bene che quando utilizzi delle tecniche di ascolto attivo, quando ti apri a nuovi punti di vista diversi dai tuoi, quando poni fiducia e sviluppi buone dosi di empatia, tutto migliora intorno a te. Migliorano le relazioni, si crea un clima armonioso, nel business l’effetto è una migliore produttività e maggior orientamento al risultato.

Il Coaching porta la persona a concentrarsi sul futuro e non sul passato, perché la sua applicazione porta a proiettarsi verso l’oltre, al superamento degli ostacoli e delle difficoltà; ma è anche diretto al presente, grazie alla consapevolezza che ci fa riconoscere la realtà in cui siamo e alle azioni che vogliamo compiere per cambiarla.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di trovare soluzioni veloci ai nostri problemi perché il mondo cambia velocemente.

Come sai il nostro obiettivo è quello di poterti fornire sempre degli strumenti necessari per migliorare la tua vita, il tuo lavoro, per contribuire allo sviluppo personale e professionale tuo e dei tuoi clienti e per valorizzare eticamente il tuo mondo.

Per questo oggi vogliamo arricchire la tua cassetta degli attrezzi suggerendoti la lettura del libro ‘Coaching Plain & Simple’, dedicato alla tecnica del Brief Coaching (in inglese).

Paolo Terni, massimo esperto in Italia di Brief Coaching, ci spiega i vantaggi di questa tecnica:

“I vantaggi di questo metodo da un punto di vista commerciale sono chiari: aprire al coaching il mercato di persone ed organizzazioni che non possono permettersi percorsi di coaching articolati su di un numero elevato di sessioni, garantendo loro la stessa qualità di risultati, raggiunti nel giro di un paio di sessioni. In particolare, trovo molto utile l’approccio “orientato alla soluzione” per:

 Executive Coaching: uno degli assunti base dell’approccio orientato alla soluzione è che il cliente è l’esperto – questo tipo di atteggiamento paga nel coaching con gli alti livelli, persone che hanno poco tempo, hanno maturato parecchia esperienza ed hanno bisogno di riorganizzarla cognitivamente e di accedervi più che di imparare qualcosa di nuovo.

 Life Coaching: laddove il cliente si sente “bloccato” o deve prendere una decisione, lo sguardo al futuro che una conversazione “orientata alla soluzione” offre è particolarmente utile; il protocollo è disegnato per aiutare il cliente a prestare attenzione ai piccoli cambiamenti in atto nel presente, alla luce del futuro desiderato – e spesso questa è la chiave di volta per andare al di là degli ostacoli percepiti dal coachee”.

 GrowBP ti propone in esclusiva l’unico corso di Brief Coaching, tenuto proprio da Paolo Terni, nelle giornate del 7, 8, 9 Ottobre a Milano. Non mancare a questo importante e unico appuntamento di quest’anno se vuoi garantirti delle nuove opportunità e per migliorare la vita dei tuoi clienti. Ci sono ancora pochi posti. Clicca qui per avere maggiori informazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

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mercoledì 10 giugno 2015

La dittatura delle abitudini

dittatura delle abitudiniO meglio: come si formano, come ci condizionano e come cambiarle.
Charles Duhigg (autore vincitore del premio Pulitzer per il giornalismo divulgativo) tramite fatti reali rigorosamente documentati ci mostra come la maggior parte delle nostre azioni siano in realtà abitudini più o meno radicate in noi e come queste siano difficili da modificare.

Come si forma un’abitudine?
Il ciclo è quello che parte dal soddisfacimento di un bisogno e termina con una gratificazione. A volte le abitudini degenerano in dipendenze ed è difficile trovare soddisfazioni alternative.

Il libro ha diverse chiavi di lettura: da un lato permette di comprendere a livello personale come alcune nostre abitudini ci portino a compiere azioni che possono apparire discordanti dal nostro carattere, dall’altro ci riporta casi aziendali che ci mettono in guardia contro sistemi di vendita spinta e di come alcune abitudini possono essere rilevate senza che noi ne siamo consapevoli (interessante la sezione che riguarda il marketing).

Nelle ultime pagine Charles Duhigg propone un metodo in quattro punti che spiega come prendere coscienza delle reali necessità di certi comportamenti e come intervenire per cambiarli.
Non si tratta di un testo che ha la pretesa di cambiare la vita al lettore ma offre qualche spunto sul modo in cui nascono e si radicano le nostra abitudini (e di come possano essere sfruttate dalle aziende).

E’ un libro di facile lettura, adatto a chi è curioso e vuole approfondire questa tematica in modo leggero e piacevole. L’argomento e la scrittura scorrevole suscitano più di una riflessione: dal cibo allo shopping, dalla famiglia agli amici.

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